Partita difficile per la Lega
- Redazione
- 5 lug 2019
- Tempo di lettura: 3 min
UE/DUBBI SU BAGNAI, SALVINI PUNTA SU CENTINAIO ALL’AGRICOLTURA
di Serenella Mattera

STRASBURGO. Non è facile la partita europea della Lega. A Matteo Salvini spetta indicare il ministro degli Affari Ue e il commissario da spedire a Bruxelles. Per il primo incarico ha già fatto a Giuseppe Conte e Luigi Di Maio il nome di Alberto Bagnai. Ma sul presidente della commissione Bilancio, noto per le posizioni anti euro, ci sarebbero dubbi all’interno del governo. Dunque l’esito della partita, che dovrebbe chiudersi la prossima settimana, non è ancora scritto. Sul commissario, il nome sarebbe legato al portafoglio: in alternativa alla concorrenza si starebbe lavorando sull’agricoltura e in questo caso sarebbe candidato naturale Gianmarco Centinaio. Ma pesa il “cordone sanitario” attivato contro i sovranisti e il sospetto, che fa infuriare i leghisti, che il M5s a Strasburgo stia giocando di sponda con il Pd. Nell’emiciclo dell’Europarlamento mercoledì è stata fermata l’elezione a vicepresidente della leghista Mara Bizzotto. E’ un “cordone” che potrebbe creare problemi quando - probabilmente a settembre - i deputati europei dovranno dare il via libera al commissario italiano, in quota Lega. “Se c’è un accordo tra i governi e un profilo alto, non dovrebbero esserci problemi”, è convinto il Cinque stelle Fabio Massimo Castaldo che, mentre Bizzotto veniva impallinata, è stato eletto vicepresidente nonostante il M5s non abbia un gruppo europeo. “Non credo sia realistico che blocchino il commissario - concorda il leghista Marco Zanni - Sarebbe un gesto molto grave”. Ma mentre Zanni si scaglia contro le nomine concordate da Conte, i pentastellati potrebbero votare a favore di Ursula Von Der Leyen alla Commissione. In Europa ognuno gioca la sua partita. E, sibilano dalla Lega, non è escluso che il M5s abbia fatto asse col Pd per farsi eleggere il vicepresidente, votando in cambio per Sassoli. La situazione è complicata anche sul portafoglio che spetterà all’Italia. Conte ha avuto garanzie sulla concorrenza, oltre che su una vicepresidenza, ma la delega pesa molto in Europa e Macron la vorrebbe per un suo candidato, come la liberale danese Margrethe Vestager. Se concorrenza fosse, Giancarlo Giorgetti potrebbe essere il candidato più giusto per la Lega, anche se il sottosegretario continua a informalmente a negare qualsiasi interesse. Ma tra i parlamentari è diffusa la convinzione che miri a quella poltrona, sfilandola a un leghista, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Il nome verrà fatto nelle prossime settimane, dunque possono esserci ancora tante sorprese. E nella Lega non escludono che si possa scegliere una personalità “di area”, magari con un profilo più tecnico. Ma Salvini intenderebbe scegliere chi gli dia garanzie sulla linea da tenere. Ecco perché in ambienti leghisti si tendono a escludere nomi come quelli degli ex ministri Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco. Mentre tra i profili tecnici viene citato come ‘papabile’ l’ambasciatore Giampiero Massolo. Spunta nella ridda di nomi anche quello di Giovanni Tria, ma muovere il ministro dell’Economia sarebbe operazione difficile. La nomina del commissario potrebbe comunque aprire il varco a un rimpasto. Conte e Di Maio preferirebbero evitarlo: meglio riempire le singole caselle quando si liberano, anche perché - è il ragionamento - se si apre il faldone non si può escludere che si arrivi a varare un vero e proprio Conte bis. La prossima settimana, intanto, arriverà il nuovo ministro degli Affari Ue. Bagnai è il nome fatto da Salvini per questo ruolo. Conte per ora non si sbilancia e da Palazzo Chigi nulla trapela ma in ambienti di governo si sollevano dubbi - negati dalla Lega - sull’opportunità di mandare un anti-euro a Bruxelles. Restano perciò in campo i nomi di Lorenzo Fontana (secondo alcuni M5s sarebbe lui il vero candidato) e Guglielmo Picchi.
















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