“Paura di essere strangolato”
- Redazione
- 5 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min
CC UCCISO/FINNEGAN RITRATTA: NON SAPEVA CHE REGA ERA UN AGENTE. SALVINI: “GALERA. PUNTO”

ROMA. "Avevo paura che Cerciello potesse strangolarmi, non sapevo che fosse un carabiniere". Finnegan Lee Elder, il giovane americano reo confesso dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, si difende fornendo la sua versione dei fatti. Un racconto che, facendo intendere l'esclusiva volontà di difendersi, punta in parte a giustificare quanto accaduto durante la colluttazione con il carabiniere, pochi istanti prima che il ragazzo tirasse fuori il suo coltello da marine per affondare la lama undici volte nel corpo del militare in borghese. Elder, che non ha ribadito la sua confessione al Gip, ha riferito il resoconto ai suoi avvocati, i quali "non escludono, aldilà delle persone direttamente coinvolte, che possano esserci dei testimoni che possano aiutare a chiarire la vicenda". "Ci auguriamo che la Procura riesca ad acquisire tutte le immagini della video sorveglianza in strada - ha spiegato l'avvocato Roberto Capra - , affinché venga fatta piena luce sul caso". Ciò che lascia perplessi i legali statu- nitensi è anche la mancanza delle immagini dell'accoltellamento sul luogo dell'omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un'esatta dinamica su quanto è accaduto: “Elder e Hjorth sono stati ripresi da diversi video di sorveglianza in strada, ma la telecamera sul luogo dell'omicidio (in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati - ndr) non funzionava”, hanno spiegato. Parole che fanno eco a quelle della famiglia Elder, i quali a San Francisco hanno tenuto una conferenza stampa. Le parole di papà Ethan, che nei giorni scorsi era stato a Roma, dove ha avuto due diversi colloqui in carcere con Finnegan a Regina Coeli, sono state affidate al loro legale statunitense, Craig Peters. "È spiacevole, anche se comprensibile, che si sia giunti velocemente ad una valutazione di questo caso. La politica e i media sono divisi. Invece noi percepiamo unitamente sia la tragedia della morte di Rega, sia il fatto che Finnegan sia stato condannato ingiustamente - ha detto l'avvocato Peters davanti alla casa degli Elder, leggendo un breve comunicato -. La verità venga fuori e nostro figlio torni presto a casa. Abbiamo l'impressione che l'opinione pubblica abbia avuto un resoconto incompleto della verità degli eventi". Gli stessi genitori di Elder hanno assistito alla lettura della nota, al termine della quale il legale non ha accettato domande. "Continuiamo ad avere la famiglia Cerciello nei nostri pensieri e preghiamo per loro in questo difficile momento", ha anche aggiunto l'avvocato. Sulle dichiarazioni degli Elder è poi intervenuto il ministro del'Interno, Matteo Salvini, per il quale "l'unica verità evidente è che, con undici bestiali coltellate, un criminale ha ammazzato un figlio, uno sposo, un fratello, un Italiano di 35 anni. Galera. Punto".
















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