“Pedofilia devastante”
- Redazione

- 23 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min

PAROLIN, SEGRETARIO DI STATO, DOPO LA LETTERA AI FEDELI DEL PONTEFICE
CITTÀ DEL VATICANO. La piaga della pedofilia, un ripetersi di "atrocità e orrori", ha avuto "un'incidenza devastante anche sulla testimonianza della Chiesa". Lo ammette senza mezzi termini il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, intervistato dal sito della Santa Sede Vatican News in vista del viaggio papale a Dublino. "Credo che siamo stati e continuiamo ad essere profondamente colpiti da questo fenomeno che ha avuto un'incidenza devastante anche sulla testimonianza della Chiesa. Il Papa ha sempre insistito e continua a insistere sul fatto che il primo nostro dovere, il primo nostro impegno è quello di essere vicino alle vittime, di aiutarle in maniera tale che possano 'ricostruire' la loro vita", afferma Parolin dopo la Lettera di Francesco al Popolo di Dio sul tema degli abusi sessuali. "Credo che la Chiesa in Irlanda abbia riconosciuto le sue mancanze, i suoi errori, i suoi peccati, e nello stesso tempo anche si sia dotata di una serie di misure che possano prevenire il ripetersi di queste atrocità, di questi orrori", prosegue il primo collaboratore del Pontefice. Comunque, "credo che il viaggio del Papa in Irlanda avvenga soprattutto sotto il segno della speranza, questa capacità di speranza, e soprattutto di affidamento, proprio quello che chiamavo il potere liberante, trasformante, salvante dell'amore di Dio che si sperimenta nelle famiglie". "Quindi è anche un messaggio di apertura verso il futuro che questa fede, che è sempre stata una caratteristica dell'Irlanda e della popolazione d'Irlanda, saprà rinascere nei cuori e portare frutti di pace e di felicità", aggiunge il segretario di Stato vaticano. Sul tema della pedofilia interviene, in un'intervista ad Avvenire, anche l'ex direttore della Sala stampa vaticana e oggi presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi, secondo cui la Lettera di papa Francesco "richiama tutti noi a quel senso di corresponsabilità sul tema". E il suo giudizio non si discosta, a proposito dell'atteggiamento della Chiesa italiana e dei suoi presunti ritardi, da quello dell'altro gesuita Hans Zollner, membro della Commissione pontificia per la tutela dei minori. "È un forte invito a essere consapevoli di questa cultura della prevenzione e della tutela - dice Lombardi -. In questo quadro credo che sia un aiuto alla stessa Chiesa italiana che ha in programma la revisione delle linee-guida contro la pedofilia che risalgono a un periodo precedente e a un'impostazione oggi superata". Le linee-guida Cei, infatti, sono tra quelle che non prevedono l'obbligo di denuncia da parte dei vescovi, in contrasto col principiodell''accountability' fortemente promosso proprio dalla Commissione voluta dal Papa e, nel caso di omissioni e coperture, sancito da Francesco con nuove norme riguardanti la rimozione degli stessi vescovi. Per l'ex portavoce vaticano, come per Parolin, quello degli abusi "è sicuramente un punto critico per la credibilità" della Chiesa: "Ci viene chiesta coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. Mi pare importante restituire credibilità alla Chiesa, con discorsi, atti e procedure. Lo dobbiamo alla nostra tradizione millenaria in campo educativo, formativo e sociale, che ci ha sempre visti impegnati accanto e con i bambini e i giovani". La Chiesa "ha una tradizione straordinaria in questo campo nel suo passato e nel presente. Che tutto questo venga messo in ombra, minato dalla sfiducia causata dai crimini commessi, è drammatico. Ma non dobbiamo scoraggiarci".
















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