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Penelope travolge Fillon

  • 1 feb 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


CORSA ALL’ELISEO/IL LEADER DELLA DESTRA FRANCESE VITTIMA DELLO SCANDALO CHE COINVOLGE LA MOGLIE

PARIGI. Giornata da incubo per Francois Fillon. A tre mesi dal primo turno delle elezioni presidenziali, la piena inar- restabile di accuse sugli impieghi fittizi alla moglie Penelope affossa la candidatura all'Eliseo dell'ex uomo forte della destra che fino a una settimana fa era favorito per succedere a Francois Hollande sulla poltrona più importante del- la République. Per colui che lo scorso novembre trionfò alle primarie dei Républicains si sta mettendo male, anzi malissimo. Dopo le indiscrezioni di sette giorni fa, il Canard Enchainé torna alla carica con un nuovo devastante siluro per lui e la moglie. Stando alle anticipazioni del giornale, Penelope Fillon non avrebbe intascato 500.000 euro lordi come emerso in un primo tempo ma quasi il doppio, ben 900.000, sempre nella doppia veste di assistente parlamentare del marito e di collaboratrice strapagata della Revue des Deux Mondes, giornale di proprietà di un amico miliardario di Fillon. Sempre secondo il Canard, l'ex premier di Nicolas Sarkozy - che si presentò ai connazionali come l'uomo della rettitudine e dell'onestà - è titolare di quindici conti correnti bancari. Niente di male se non fosse che pubblicamente lui ne dichiarò solo due. Il settimanale satirico che più di una volta con i suoi scoop ha mandato a casa i potenti rivela poi che due dei cinque figli di Fillon sono stati pagati come assistenti parlamentari quando lui era senatore della Sarthe tra il 2005 e il 2007. Difendendosi la scorsa settimana in tv lui ammise una collaborazione, ma solo sporadica. Il nuovo treno di rivelazioni del Canard travolge Fillon lo stesso giorno del sopralluogo in parlamento degli inquirenti che indagano su lui e la moglie In seguito alle prime accuse, la settimana scorsa, la procura di Parigi ha aperto un'indagine preliminare per abuso d'ufficio e appropriazione indebita nei con- fronti della coppia. Ieri, l'appassionato di corse automobilistiche si è detto "sereno e fiducioso" pur denunciando "un'operazione di calunnia senza precedenti nella Quinta repubblica". Mentre i Républicains riflettono in gran se- greto a un improbabile quanto incerto piano B per l'Eliseo, fonti giudiziarie rivelano a BFM-TV che dalle perquisizio- ni all'Assemblée Nationale non è emersa nessuna prova del lavoro effettuato da Madame. Poco prima, Le Parisien, rivelava, in particolare, che la donna non disponeva né di un badge d’‘accesso né di un indirizzo di posta elettronica. Altrettanti elementi che rafforzano i sospetti sugli impieghi fittizi anche se il suo avvocato, Antonin Levy, ritiene che non siano sufficienti per dimostrare la frode. La presenza degli inquirenti all'Assemblée Nationale è un fatto rarissimo. Il nulla osta per farli accedere al Palais Bourbon è arrivato dallo stesso presidente dell'Aula, il socialista Claude Bartolone. Durante il sopralluogo, sono state recuperate, tra l'altro, alcune buste-paga mancanti di Penelope Fillon,. Nella Salle des Quatre Colonnes, il 'transatlantico’ francese dove anche i giornalisti hanno libero accesso, incrociare un deputato dei Repubblicani era oggi praticamente impossibile. L'unica dichiarazione l'ha fatta il capogruppo Christian Jacob, garantendo che tutti i compagni di partito appoggeranno "in blocco" il loro candidato sulla graticola. Come se non bastasse nel pomeriggio sono arrivate nuove indiscrezioni dell'Express, secondo la Revue des Deux Mondes, mensile letterario di proprietà di uno stretto amico di Fillon, ha quintuplicato le spese, dai 12.719 euro netti del 2012 ai 72.427 euro del 2013, dal giorno dell'assunzione di Penelope Fillon. Nell'inverno francese di tutte le incertezze il 'Penelopegatè eclissa un altro caso non meno esplosivo.Marine Le Pen, la candidata del Front National favorita per il primo turno presidenziale di aprile, non intende sborsare i 300.000 euro che entro la mezzanotte dovrebbe restituire al Parlamento europeo per aver remunerato come assistente parlamentare Catherine Griset, la sua segretaria, poi capo di gabinetto nel Partito. Fin da ora potrebbe dunque esserle trattenuto il 50% del suo stipendio da europarlamentare e delle indennità. "Non mi sottometterò alla persecuzione - ha detto Le Pen -a questa decisione unilaterale presa da avversari politici con esecuzione provvisoria in violazione dello stato di diritto, dei diritti di difesa, senza prove e senza aspettare che la giustizia, alla quale ho fatto ricorso, si pronunci sul fondo".


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