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“Pensavo avesse 14 anni”

  • 28 lug 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


PRETE PEDOFILO ARRESTATO A PRATO. L’INCREDIBILE DIFESA DURANTE L’INTERROGATORIO

PRATO. Don Paolo Glaentzer, il prete arrestato nel Fiorentino per violenza sessuale su una bimba di 10 anni, avrebbe potuto commettere altri abusi verso la piccola se non fosse stato fermato anche perché lui era convinto, come ha detto quasi giustificandosi, che "avesse qualche anno in più, tipo 14, 15 anni". Parole che, insieme all'arresto in flagranza (il 70enne ha corso anche il rischio di essere linciato dai vicini che lo avevano sorpreso in auto) avevano spinto l'accusa a chiedere per lui la misura cautelare in carcere. Ma se il gip di Prato Francesco Pallini, dopo l'interrogatorio di garanzia di giovedì, è certo dei rischi che quella bambina poteva correre, ha comunque firmato un'ordinanza che dispone la custodia cautelare ai domiciliari per il sacerdote. Nella decisione hanno pesato, secondo quanto appreso, l'avanzata età del prete, 70 anni, il fatto che sconterà lontano dalla vittima nella sua casa in provincia di Lucca, e l'assenza di rischio di inquinamento delle prove, visto che ha confessato. Un racconto, quello del sacerdote, fatto prima al pm il 24 luglio poche ore dopo l'arresto, poi confermato davanti al gip. Secondo il giudice, nei fatti confessati Glaentzer dimostra "un pervicace radicamento in devianti e illecite modalità di condotta". Eppure il prete, che ha detto di aver abusato della piccola almeno altre tre volte in passato, proprio sull'età della bambina si è contraddetto: ha dichiarato al gip di conoscere la famiglia - gravata da problematiche economiche e sociali - da molti anni, in un periodo in cui la piccola era poco più che neonata. Ora dice di essersi pentito: "Ho pensato a quanto accaduto e mi rendo conto di aver sbagliato". Lui quella famiglia ha spiegato aveva voluto aiutarla donando denaro ai genitori, circa 7mila euro nell'arco di dieci anni. "Ho conosciuto questa famiglia circa dieci anni fa",proprio l'età della bimba,avrebbe detto, "andavo una volta al mese a cena a casa loro". L'abuso sulla piccola sarebbe avvenuto al termine di una di queste cene. L'anziano l'avrebbe circuita approfittando del suo ruolo di sacerdote e della confidenza guadagnata negli anni. Terminata la visita a casa della famiglia, si era fatto accompagnare fino alla sua macchina dalla piccola e dal fratello di 14 anni. Due vicini di casa, padre e figlio, si sono insospettiti vedendo tornare verso l'abitazione solo il fratello. Così sono andati a controllare e lo hanno sorpreso in atteggiamenti intimi con la bambina. All'arrivo dei vicini la piccola è scappata in casa e ha raccontato tutto ai genitori. Una situazione già problematica, quella vissuta all'interno della famiglia, tanto che lo scorso gennaio la procura per i minoridel tribunale di Firenze aveva chiesto l'allontanamento della bambina dai suoi familiari. Una richiesta analoga, annullata poi nel 2016 grazie a un ricorso presentato dalla famiglia, era arrivata già nel 2013, dopo che i genitori erano stati indagati per maltrattamenti verso i figli. Nel 2011, inoltre uno dei figli della coppia, 15enne, fu trovato in un parco pubblico in atteggiamenti intimi con un 50enne. La vicenda fu archiviata poiché l'uomo fu dichiarato incapace d’intendere e di volere.


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