Pensioni/Poletti propone un taglio stabile per un cuneo contributivo
- 19 lug 2017
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ROMA. La riforma delle pensioni targata Fornero ha costruito "un muro" che ha lasciato fuori dal mercato del lavoro le nuove generazioni. Un giudizio duro quello del mi- nistro del Lavoro, Giuliano Poletti (nella foto), che ospite di Repubblica Tv non usa mezzi termini: "Considero sbagliate" le politiche di austerità che "hanno innalzato sec- camente, di 5-6 anni, l'età". Non c'è stata "gradualità", spiega Poletti. Per riaprire le porte ai giovani, annuncia, "stiamo valutando possibili interventi sul cuneo contributivo", per "abbassarlo" in via "definitiva", non per "uno o due anni". Quanto al blocco dell'età pensionabile il ministro ammette che c'è un tema "risorse". Però ci sarebbe la disponibilità ad aiutare, facendo leva sulla "flessibilità in uscita", "le fasce fragili", "chi ha lavori più pesanti", è "disoccupato" o "accudisce disabili". È la stessa strada che invita a percorrere il segretario del Pd, Matteo Renzi: "Noi diciamo di non mettere in discussione la Fornero, ma dare strumenti a quelli che sono stati penalizzati", così da rimediare a "scaloni" all'uscita "troppo forti". Il modello dell'Ape social appare come quello più gettonato per fare 'scontì. Servirà, però, ancora tempo per mettere a punto una soluzione. I sindacati tengono comunque il punto, la Uil con Domenico Proietti bolla come "una crudeltà" un ulteriore innalzamento. Per la Cgil parla Roberto Ghiselli: "il meccanismo di adeguamento automatico non è sostenibile, siamo contenti che ora sembri ci sia consapevolezza". Si fa invece più concreto il taglio permanente sul cuneo contributivo, ovvero sullo scarto che c'è tra quello che paga il datore di lavoro e quello che resta nelle tasche del dipendente. Le ipotesi circolare stimano 15-20 punti di contributi in meno, praticamente un dimezzamento, per tre anni, per i primi contratti a tempo indeterminato a favore dei giovani (fino ad un tetto di 3 mila euro l'anno). Seguirebbe poi un decalage ma la misura non si esaurirebbe. La fascia di età non è ancora stata decisa e si oscilla tra le due opzioni 29 o 35 anni. Un intervento simile avrebbe un costo iniziale inferiore al miliardo di euro nei primi due anni, per poi attestarsi, a regime, a 1,5 miliardi. Intanto stanno prendendo corpo gli interventi decisi con la scorsa legge di Bilancio. L'Ape volontaria sarà pronta a "settembre" rassicurano Renzi e Poletti, dopo la prima scadenza sulla versione social (in realtà le richieste stanno ancora arrivando e potrebbero finire in una seconda graduatoria). L'Ape volontaria ha avuto bisogno di più tempo visto che nella partita sono coinvolti diversi soggetti, tra cui anche le banche. D'altra parte si tratta di un prestito che va restituito in 20 anni. Quanto all'Inps, è tornato un po’ di sereno nei rapporti interni, dopo le tensioni con il Civ, il Consiglio di vigilanza. È stata infatti approvata la nota di variazione al Bilancio (budget che era stato bocciato a febbraio). Anche se non mancano le osservazioni, tra cui i timori per una spending review troppo stringente.
















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