Per Israele “un futile passo indietro”
- 16 gen 2017
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CONFERENZA A PARIGI PER “DUE STATI IN MEDIO ORIENTE”. NESSUN CENNO A GERUSALEMME
PARIGI. Una conferenza di pace senza i due protagonisti quella vo- luta dalla Francia a Parigi, oltre 70 Paesi presenti e un risultato che - secondo il capo del Quai d'Orsay, Jean-Marc Ayrault - rappresenta "una mano tesa". Esce rafforzata l'ipotesi della "soluzione a due Sta- ti" e si raggiunge una dichiarazione finale. Ma sulla sala delle conferenze
incombe l'avvento di Trump alla Casa Bianca e la sua minaccia di trasferire l'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Hanno insi- stito con decisione molti dei paesi arabi presenti affinché nella dichia- razione finale fosse inserito anche soltanto un accenno di censura alla possibilità che il presidente ameri- cano eletto, che si insedierà vener- dì prossimo, possa rendere opera- tiva la sua idea di considerare di fatto Gerusalemme capitale di Israele.Alla fine, secondo quanto si è appreso da fonti presenti al negoziato, gli arabi si sono convinti a cedere, ma Ayrault ha dovuto fare qualche sforzo in più esponendo diplomaticamente la Francia: "Sa- rebbe una decisione molto gravida di conseguenze", ha detto il capo della diplomazia francese, aggiun- gendo che se ci fosse una decisio- ne del genere si tratterebbe di "una provocazione".
Lo stesso Ayrault ha parlato di una dichiarazione che rappresenta una "mano tesa" ai due governi, quello di Benyamin Netanyahu - che aveva accusato questa confe- renza di rappresentare "un passo indietro" e di essere "futile" - e quel- lo di Abu Mazen, che era invece più che disponibile a partecipare ma che, per non irritare ulteriormente il governo israeliano, si è fatto in modo che non fosse presente nei locali del centro conferenze del Quai d'Orsay bensì in un altro edificio.
In effetti anche Israele, secon- do quanto è filtrato dall'ufficio di Netanyahu, avrebbe apprezzato "l'addolcimento" del documento adottato ieri rispetto ai contenuti della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dello scorso di- cembre, specialmente nella parte ri- guardante le colonie ebraiche in Cisgiordania.
Inoltre, ieri mattina presto, in una telefonata diretta con il premier israeliano prima di partecipare alla conferenza, il segretario di Stato Usa John Kerry - che tempo fa criti- cò duramente la politica israeliana e Netanyahu in particolare - si sa- rebbe impegnato sul fatto che da parte del Consiglio di sicurezza Onu non ci saranno nuovi interventi contro Israele. Osteggiando poi durante il summit qualsiasi riferi- mento alla questione Gerusalemme nel documento.
Alfano, da parte sua, ha to sul ruolo dell'Italia, determinan- te con il suo "contributo" per l'in- serimento nella dichiarazione fina- le di almeno due elementi precisi: le violenze, l'incitamento al terrorismo, le parole 'che infiammano', tutti ele- menti dai quali vengono messe in guardia le due parti. E l'impossibili- tà di sostituire, in qualsiasi modo, "il negoziato diretto fra le due par- ti", elemento indispensabile per ogni passo avanti. E' emersa "una posizione equili- brata grazie anche al nostro contri- buto", ha sottolineato il titolare del- la Farnesina, secondo il quale il pro- blema del Medio Oriente non può ridursi agli insediamenti israeliani: "C'è il tema di chi incita alla violen- za e chi considera eroi o martiri i Nella foto, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu (a destra) e il presidente palestinese Abu Mazen. (Arch. Ansa) terroristi. Finché sarà così, non ci sarà pace e sicurezza in Israe- le".La Conferenza di Parigi era stata con- vocata per rianimare un processo di pace che, agli occhi di Pa- rigi, sta stagnando, e al quale farebbe om- bra soprattutto la si- tuazione siriana e quel- la più in generale dei territori in mano all'Isis. Il timore di Israele era che un documento troppo sbilanciato desse sostanza a un'altra risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che avrebbe po- tuto fare proprio il testo uscito dalla conferenza di oggi. Un'eventualità che la diplomazia ha dovuto sventa- re in vista dell'insediamento di Trump alla Casa Bianca, un evento che ha pesato in modo determinan- te su un appuntamento già consi- derato soltanto simbolico come quello di Parigi.

















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