Perizia psichiatrica su Traini
- 17 mag 2018
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MACERATA/LA CORTE VUOLE CHIAREZZA SULL’UOMO CHE SPARÒ AI MIGRANTI

ANCONA. Luca Traini era capace d’intendere e di volere quando il 3 febbraio scorso, alla guida di un’Alfa 147 nera, sparò contro migranti africani a Macerata per ‘vendicare’ l’uccisione dei Pamela Mastropietro? A sciogliere questo interrogativo la Corte d’Assise di Macerata ha chiamato lo psichiatra, criminologo e scrittore, oltre che volto noto della tv, Massimo Picozzi. Il 23 maggio verrà incaricato per eseguire una perizia. Intanto la difesa del 28enne di Tolentino aveva già depositato il verdetto del proprio consulente Giovanni Battista Camerini secondo cui Traini sarebbe parzialmente incapace di volere a causa di un disturbo bipolare.
Udienza lampo ieri all’Assise di Macerata a cui ha partecipato, in camicia bianca, anche l’imputato detenuto nel carcere anconetano di Montacuto. Pesanti le accuse che il procuratore Giovanni Giorgio e il pm Stefania Ciccioli contestano al simpatizzante fascista e leghista: tentata strage aggravata dall’odio razziale, sei tentati omicidi ai danni di altrettanti migranti feriti con la sua Glock cal. 9, porto abusivo dell’arma e danneggiamento.
Addebiti che potrebbero aggravarsi ancora se la Corte accogliesse l’istanza di alcune delle 13 parti civili - oltre ai migranti ci sono il Pd, il Comune di Macerata e titolari di esercizi commerciali danneggiati o presi di mira dal ‘pistolero’ - di contestare l’ulteriore accusa di attentato per finalità terroristiche o di eversione. Eppure, per la difesa, rappresentata dall’avv.
Giancarlo Giulianelli, il 28enne sarebbe un “gigante buono che ha avuto una defaillance psicologica” e “non xenofobo”: Traini, sosterrà in sostanza la difesa, “sparò ai pusher non ai ‘neri’”.
La Procura non crede alla tesi della seminfermità ma la Corte ha respinto la sua richiesta di affidare una consulenza psichiatrica di parte, decidendo invece di procedere a una perizia ‘sopra le parti’. Bocciata per ora anche l’istanza avanzata dal legale di una nigeriana ferita di sequestro conservativo dei beni del 28enne per 750 mila euro: Traini è in carcere e non può disporre dei suoi pochi averi.
Ma il difensore di Jennifer Otioto ha annunciato che tornerà alla carica. Il 28enne disse di aver sbroccato dopo aver saputo che Pamela era stata uccisa e fatta a pezzi da alcuni nigeriani: in tre sono in carcere accusati di omicidio e distruzione di cadavere. La Procura è convinta che
uno degli arrestati, Innocent Oseghale, 29enne che abitava nell’appartamento di via Spalato 124 dove la ragazza venne uccisa e smembrata, nonché principale sospettato per il massacro, abbia anche stuprato la 18enne romana prima di ammazzarla con due coltellate. Ricostruzio- ne non accolta dal gip secondo cui invece Oseghale e Pamela fecero ‘amicizia’ e poi lui la uccise preso dal panico dopo che la ragazza accusò un malore per essersi iniettata eroina.
Per ribaltare la decisione e riconoscere l’accusa di stupro in capo a Oseghale, il Procuratore Giorgio ha presentato un ricorso al Tribunale del Riesame di Ancona che deciderà dopo l’udienza fissata per il 29 maggio nel capoluogo marchigiano.
















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