Pernigotti/Presa di posizione dei turchi: né marchio né società sono in vendita
- Redazione

- 28 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Di Maio: la battaglia va avanti, presto sarò a Novi Agli operai verrà garantita la cassa integrazione
ALESSANDRIA. La Pernigotti non è in vendita. Né il marchio né la società. Suona così la presa di posizione della proprietà turca dell'azienda dolciaria che, all'indomani dell'accordo col governo sulla reindustrializzazione di Novi Ligure, ribadisce l'intenzione di "cessare la produzione in proprio" per "terziarizzarla in Italia". La battaglia dunque "continua", per dirla con le parole del vicepremier Luigi Di Maio, che annuncia l'intenzione di recarsi a Novi e fare lì "un nuovo tavolo per capire a che punto siamo e delineare un percorso che garantisca la dignità dei lavoratori". La strada, insomma, è "ancora lunga" anche dopo il faccia a faccia con Zafar Toksoz, che col fratello possiede la Pernigotti. Per l'azienda, tornata a chiedere "la cessazione del blocco dello stabi- limento", e per il governo, che ha ottenuto lo stop alla richiesta della cassa integrazione per cessazione delle attività fino al 31 dicembre. "Per ora", sottolinea il vicepremier, che conferma l'intenzione di nominare un "soggetto terzo" in grado di "verificare e valutare le opportunità produttive che arriveranno in queste settimane". Nel frattempo, agli operai verrà garantita la cassa inte- grazione, così da aiutarli - sottolinea Di Maio - "a respirare". Una boccata d'ossige- no che non basta a convincere i 100 dipendenti, e i circa 130 interinali, a smobilitare dal presidio messo su lo scorso 6 novembre, davanti ai cancelli dell'azienda. "V ogliamo tutto scritto nero su bianco, e vogliamo che sia indirizzato diretta- mente a noi", commenta uno dei portavoce della protesta, Luca Patelli. "Siamo qui a difendere il nostro posto di lavoro - aggiunge - e speriamo di farcela". L'incontro di lunedì è stato "sicuramente positivo" per Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila, che tuttavia si dice "allibito" per le dichiarazioni della proprietà. E chiede al governo "chiarezza in merito alla tempistica e alle modalità operative della cassa integrazione". "Dopo il primo passo positivo, ci auguriamo arrivino altri segnali confortanti", sottolinea il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere. La cittadina e i suoi abitanti non hanno mai fatto venire meno, in queste settimane, il sostegno ai lavoratori in lotta. Ed è per questo che la marcia del primo dicembre è stata confermata anche ora che si intravede uno spiraglio.
















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