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Piano Ue per bloccare le partenze

  • 26 gen 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

MIGRANTI/IL PROGETTO DELLA MOGHERINI E DELLA COMMISSIONE PUNTA AD ARGINARE IL FLUSSO VERSO L’ITALIA


BRUXELLES. "Troppa gente ancora muore nel Mediterraneo". Oltre 4.500 persone lo scorso anno, a fronte dei 32mila salvataggi compiuti dall'operazione Sofia e di oltre 181mila arrivi in Italia. Così Jean Claude Juncker annuncia che la Ue vuole "fare di più" per chiudere la rotta che dall'Africa subsahariana passa per la Libia. E mentre per una volta praticamente tutti i 28 sono d'accordo sul principio, il Collegio dei Commissari ha approvato il piano preparato da Federica Mogherini e Commissione che il 3 febbraio sarà sul tavolo del vertice informale alla Valletta che punta a bloccare i flussi verso l'Italia possibilmente entro l'estate. Misure a breve e medio termine su tre direttrici, con un finanziamento da 200 milioni di euro per il 2017. Con una constatazione di fondo: un accordo simile a quello stipulato con la Turchia è impensabile, troppo diversi non solo i paesi ma anche la composizione dei flussi. In più è previsto un lavoro parallelo con Egitto, Tunisia e Algeria per evitare che il problema si allarghi con la creazione di rotte alternative nei paesi vicini della Libia. Il tutto in "un approccio comune" a quello di Italia e Malta le cui iniziative, come osservato dall'alto rappresentante, "si adattano perfettamente" al piano Ue. La settimana scorsa la presidenza maltese ha preparato un 'non-paper' in cui si prospetta anche l'ipotesi di chiedere il passaggio alla fase 3 dell'operazione Sofia, ovvero la possibilità di operare anche nelle acque territoriali libiche, l'area in cui si registra il maggior numero di morti. Ma l'opzione non è stata ripresa dai servizi della Mogherini: mancano le condizioni politiche in una fase in cui la priorità europea è quella di consolidare il governo di accordo nazionale di al Serraj, che l'alto rappresentante incontrerà la prossima settimana prima del vertice che si è detto "pronto a trattare" col generale Haftar in un incontro sponsorizzato da Russia ed Egitto. Nel pianovarato ieri, la novità principale è l'idea di ridurre le partenze e lottare contro i trafficanti rafforzando la guardia costiera libica. La Ue ha intenzione di accelerare il programma e sbloccare così la consegna dei mezzi navali per operare nelle acque territoriali in collegamento con un Centro di coordinamento che dovrà diventare operativo in primavera con le informazioni dell'Operazione Sophia e di Italia, Malta, Grecia, Cipro, Francia, Spagna e Portogallo. Il 'cordone’ della guardia costiera libica avrebbe la responsabilità dei salvataggi e riporterebbe i migranti sulla costa, col duplice effetto di colpire il modello di business dei trafficanti e permettere la ripresa delle attività di pesca.


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