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Pil, Bankitalia conferma le stime

  • 21 gen 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

+0,9% LA CRESCITA DELL’ITALIA PER IL 2016-17 SE LO SPREAD SI MANTERRÀ AI LIVELLI ATTUALI. L’INCOGNITA TRUMP


ROMA. La crescita dell'Italia si manterrà poco sotto l'1% quest'anno e il prossimo, sopra le stime del Fondo mone- tario internazionale (Fmi) che la bloccava allo 0,7 per cento, a patto però che il "processo di riforme avviato in questi anni" dal governo non si fermi e che non si avverino le previsioni più fosche di una nuova crisi bancaria e di innalzamento dello spread oltre che dal dilagare di una nuova ondata di protezionismo innescata dalla presidenza Trump. La Banca d'Italia nel suo bollettino economico conferma così le stime del Pil di 0,9 per cento quest'anno (grazie anche allo 0,2 per cento messo a segno nell'ultimo trimestre dove vi sono vari indicatori positivi ed una lieve espansione dell'occupazione) e dell'1,1 per cento per il 2018 e il 2019 già diffuse a luglio e confermate poi a ot- tobre e dicembre. Certo sulla crescita globale pesano diversi rischi ma bisognerà attendere le mosse della nuova amministrazione Usa. A politiche espansive potrebbero accompagnarsi "effetti sfavorevoli", "daeventuali misure di restrizione commerciale". L'istituto centrale nota comunque come "il livello del Pil nel 2019 sarebbe ancora inferiore di circa quattro punti percentuali rispetto al 2007" se fossero confermate le stime della crescita. Per i prossimi mesi in ogni caso "l'espansione degli investimenti in capitale produttivo contribuirebbe a sostenere l'attività economica; benché frenati dall'incertezza sulle prospettive di crescita, tali investimenti beneficerebbero sino alla prima metà del 2018 degli incentivi disposti dal Governo". Il bollettino torna poi sull'allarme lanciato per i saldi Target2 sottolineando come sia stabile la quota dei titoli di stato italiani in mano a investitori esteri mentre cala quella nei portafogli delle fa- miglie del nostro paese che, anche per la ricerca di rendimenti più elevati e per diversificare hanno acquistato titoli all'estero e investito in risparmio gestito e assicurativo.


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