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Pil/Debito in aumento, deficit proiettato oltre il 2,04%

Per evitare scontri con i Governi in campagna elettorale, Bruxelles ha deciso di pubblicare solo le nuove stime economiche

di Chiara De Felice


BRUXELLES. Crescita debole, attorno allo 0,1-0,2% del Pil, debito in aumento, deficit proiettato oltre il 2,04% concordato con l'Ue a dicembre scorso: le nuove previsioni eco- nomiche di primavera della Commissione Ue cominceranno a comporre il quadro dei conti pubblici 2019 che non sarà migliore di quello già critico del 2018. E che lascerà l'Italia in balia del rischio di una procedura per il debito eccessivo pronta a partire in qualunque momento dopo le elezioni europee. Per evitare scontri con i Governi in campagna elettorale, Bruxelles ha deciso di pubblicare solo le nuove stime economiche e di rinviare, molto probabilmente al 5 giugno, la nuova valutazione sui conti con tanto di raccomandazioni economiche sulle misure da prendere per non sforare gli impegni. L'atteso e scontato 'ri- 2018chiamo’ Ue non arriverà quindi subito, ma dopo le europee. Le previsioni getteranno però le basi per il nuovo giudizio, e saranno anche la prima verifica dell'impatto delle misu- re della manovra 2019. Qualcosa già si capiva nelle previsioni intermedie che la Commissio- ne aveva pubblicato a febbraio. C'era solo la stima del Pil, rivista drasticamente di un punto percentuale rispetto alle previsioni autunnali, e portata a 0,2% per il 2019. Ora potrebbe anche scendere a 0,1%, certificando così che il Paese non è caduto in recessione ma è comunque vicino alla stagnazione. È anche un'indicazione chiara dell'impatto delle misure cardine del Governo gialloverde, cioè Quota 100 e reddito di cittadinanza. Già a febbraio Bruxelles aveva spiegato che la riforma delle pensioni non ha un impatto positivo sulla crescita - come stima anche il Def - mentre aumenta la spesa pubblica mettendo a rischio i conti. Anzi, la crescita potrebbe anche risentire della misura perché l'effetto 'ricambiò, stimato dal Governo in un assunto per ogni pensionato, è in realtà molto più basso. La stima più verisimile per la Ue è di un assunto ogni tre pensionati. Quello che è certo è che le misure pe- seranno invece sul deficit e sul debito. Già il Def vedeva il disavanzo 2019 in rialzo al 2,4%, e per Bruxelles potrebbe andare anche oltre. Idem per il debito, vicino al 133%. Il saldo strutturale, dato che servirà alla Ue per valutare il rispetto degli impegni e della discesa minima del debito, nel 2018 peggiorerà di 0,3%, secondo il Def. È già una violazione degli impegni perché l'Italia, a dicembre scorso, si era impegnata a non deterio- rarlo. È un buco di oltre 5 miliardi, che si sommerà ai 25 da trovare nella manovra 2020 per sterilizzare le clausole dell'Iva. E sarà molto difficile farlo aumentando ancora il deficit.

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