Più italiani vivi dopo la diagnosi di cancro +40% in 10 anni
- Redazione

- 1 nov 2016
- Tempo di lettura: 2 min
GRAZIE A DIAGNOSI PRECOCI, TERAPIE PERSONALIZZATE E IMMUNOTERAPIA

ROMA. Nel 2016 saranno circa 3 milioni e 130mila, praticamente un italiano su 20, quelli che stanno domando il cancro. Non tutti sono guariti. Auni sono in cura, altri sono cronicizzati, comunque in vita. Ma resta il fatto che in 10 anni sono aumentate del 40% le persone vive dopo una diagnosi di cancro: nel 2006 i pazienti vivi dopo la diagnosi di tumore erano infatti 2 milioni e 250mila.Atrainare il dato positivo sono neoplasie come il melanoma, il tumore al seno e della prostata. Ad aggiornare le stime relative all’ultimo decennio è l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), nell’ambito del 18/esimo congresso annuale in corso a Roma. Merito di una maggiore adesione a campagne per diagnosi precoci, ma soprattutto di nuovi approcci terapeutici, come l’oncologia di precisione e gli immunoterapici. Per farmaci innovativi come questi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che è stato ospite del Congresso degli oncologi, ha previsto per la prima volta un fondo di 500 milioni nella Legge di Bilancio 2017. Il tumore che ha registrato un particolare miglioramento delle aspettative di vita, negli ultimi anni, è il cancro al seno, “per il quale siamo arrivati ad una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi pari quasi al 90%”, sottolinea Lucia Del Mastro, Direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative dell’Irccs San Martino-Ist di Genova. “A migliorare la prognosi - spiega - sono stati, oltre all’aumento dell’adesione agli screening, anche la maggiore efficacia dei trattamenti chemioterapici e l’introduzione di farmaci a bersaglio molecolare”. Una maggiore adesione agli screening ha portato anche a migliori prognosi per tumori a colon e cervice uterina. Mentre grazie all’immunocologia, che aiuta il sistema immunitario a distruggere le cellule tumorali, per quanto di recentissima introduzione, si registrano incrementi di sopravvivenza nelle neoplasie a carico di polmone e rene. Caso emblematico dei successi ottenuti, è quello del melanoma, malattia per la quale “negli ultimi 5 anni ècompletamente cambiata la prospettiva di sopravvivenza”, sottolinea Paola Queirolo, presidente intergruppo Melanoma Italiano (Imi). “Prima, con la chemioterapia, solo il 25% dei pazienti era vivo a un anno dalla diagnosi di metastasi. Con i nuovi farmaci a bersaglio molecolare, in cui individuiamo la mutazione specifica a carico del Dna della cellula tumorale, siamo arrivati al 75% dei pazienti vivi a un anno, cifra praticamente triplicata. E la sopravvivenza a tre anni è arrivata al 45%”. Sull’importanza dell’oncologia di precisione, ovvero a misura di ogni singolo tumore, si basa anche la campagna di comunicazione dell’Aiom “In team più forti contro il cancro”, che ha come testimonial il campione di moto GP Jorge Lorenzo. Innovazione tecnologica, precisione nella diagnosi del danno, gioco di squadra: sono i punti di forza di un team motociclistico vincente ma anche quelli della battaglia contro il cancro, come spiega l’opuscolo illustrato a fumetti che verrà di- stribuito in tutte i dipartimenti di oncologia italiani. “Ogni pilota - spiega Carmine Pinto, presidente Aiom - è unico e deve avere la propria moto per vincere, così ogni paziente presenta caratteristiche che lo differenziano dagli altri e deve essere curato con una terapia su misura”.
















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