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Pompeo allarga il tiro alla Cina

NATO/IL SEGRETARIO DI STATO RIMETTE NEL MIRINO LA RUSSIA E, PER LA PRIMA VOLTA, PECHINO




WASHINGTON. Nel vertice dei ministri degli Esteri a Washington per i suoi 70 anni, la Nato rimette nel mirino la Russia con un piano per rafforzare la propria presenza nel Mar Nero, ma per la prima volta allarga il tiro alla Cina. È il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ad indicare il nuovo avversario tra le priorità dell'organizzazione, dopo che Mosca e Pechino sono già finite al centro della nuova strategia difensiva nazionale americana. "Dobbiamo adattare la nostra alleanza a fronteggiare le minacce emergenti, che si tratti dell'aggressione russa, della migrazione incontrollata, dei cyber attacchi, della sicurezza energetica, dell'Iran, della competizione strategica cinese, inclusa la tecnologia del 5G, e molte altre questioni", ammonisce davanti agli altri 28 capi diplomatici della Nato riuniti al dipartimento di Stato, mentre decine di manifestanti protestano all'esterno contro l'Alleanza e la guerra. In agenda anche la lotta all'Isis e l'Afghanistan. La Nato "è stata uno scudo di deterrenza contro l'aggressione che ha funzionato per 70 anni e che dobbiamo continuare a rafforzare", ha aggiunto, ribadendo l'impegno alla difesa collettiva previsto dall'articolo 5, che Donald Trump in passato è sembrato subordinare al pagamento di una giusta quota all'Alleanza. Un mantra che Pompeo ha voluto ricordare: "Queste sono sfide reali ed ora non è il momento di ripetere le solite scuse che i nostri cittadini non sostengono l'aumento della spesa per la si- curezza", ha spiegato. "Dobbiamo convincerli dell'intrinseca centralità di questa istituzione", ha aggiunto. Un appello raccolto da Jens Stoltenberg, ricevuto mercoledì come una star al Congresso, dove è stato il primo segretario generale Nato ad intervenire. "Non abbiamo preso questo impegno a investire di più per compiacere gli Usa ma perchè viviamo in un mondo sempre più imprevedibile e incerto", ha spiegato ieri, dicendo di aspettarsi che tutti gli alleati tengano fede alla promessa, "compresa la Germania", che Trump e il suo vice Mike Pence hanno attaccato nuovamente nei giorni scorsi per la sua quota troppo bassa.

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