“Popolo che si vuole bene”
- 14 mag 2018
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MATTARELA ALLA 91ESIMA ADUNATA DEGLI ALPINI: 600MILA PERSONE ALL’OMBRA DEI SABOTAGGI
TRENTO. Il capo dello Stato sorridente, quasi travolto da una folla di applausi e strette di mano. La città di Trento in festa, invasa pacificamente da una folla che l'Esercito ha stimato in 600.000 persone, più del mezzo milione di abitanti dell'intero Trentino. Sullo sfondo alcuni sabotaggi alle ferrovie della zona, di presunta matrice anarchica, e alcune scritte ingiuriose sui muri, che però non hanno rovinato la festa. Si è conclusa in serata la 91/a adunata nazionale degli alpini, con la presenza alla sfilata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un'adunata che cade nell'ultimo anno del centenario della Grande guerra. "Colpito dal senso di comunità, da un popolo che si vuole bene", Mattarella - descritto così nelle parole della ministra della difesa, Roberta Pinotti, che gli era accanto - ha deposto una corona al mausoleo di Cesare Battisti sulla collina del Doss Trento, dove ha incontrato i nipoti del patriota trentino, Mimma e Marco. L'hanno accompagnato anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, i capi di stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano, e dell'Esercito, Salvatore Farina, il governatore del Trentino, Ugo Rossi, e il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Hanno omaggiato poi i caduti italiani e austroungarici al cimitero monumentale di Trento, dove li hanno attesi, in "segno di pace", anche il console generale austriaco, Wolfgang Spadinger, il vicepresidente nazionale della Croce Nera austriaca, Walter Murauer, e il comandante del Trentino della federazione degli Schuetzen, le milizie storiche del Tirolo, Ezio Cestari. L'ingresso del capo dello Stato alla sfilata, interrotta per rendergli gli onori, è stato sottolineato dal passaggio delle Frecce Tricolori, con un ex alpino tra i piloti. Pinotti ha evidenziato l'importanza della presenza del capo dello Stato: "Perché a cento anni dalla Grande guerra ha un significato particolare onorare la storia e insieme guardare al futuro dalla terra di De Gasperi, a un futuro di Europa unita". Una partecipazione, quella del presidente della Repubblica a un'adunata, che non si vedeva dal 1997, con Oscar Luigi Scalfaro a Reggio Emilia. "Importante - ha affermato il governatore del Trentino - anche per la valenza locale, in una terra che ha avuto caduti anche dall'altra parte. Ma oggi non ci sono più parti e gli alpini ci hanno aiutati in questo". Un messaggio per le penne nere è giunto anche dal papa all'Angelus: "Li incoraggio ad essere testimoni di carità e operatori di pace". Condanna per gli atti vandalici e i sabotaggi dei giorni scorsi è giunta dal sottosegretario alla difesa, Domenico Rossi, mentre il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha tuonato: "sono dei delinquenti punto e basta. Basta col buonismo. Chi tocca un alpino o un fante ècome se toccasse uno di noi". "Le forze dell'ordine mi dicono che a compiere i sabotaggi sono state persone di noti ambienti e probabilmente sono note anche le persone stesse. Dovrebbero essere più controllate, come avviene per gli stadi", ha detto da parte sua il governatore del Trentino, Ugo Rossi. Ad assistere alla sfilata di quasi centomila alpini, per le strade della città e in piazza Dante, si è assiepata la folla, che già da metà giornata ha iniziato a ripartire, congestionando strade, autostrada e ferrovie.Alla fine dello sfilamento lo striscione "Arrivederci a Milano nel 2019".
















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