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Porta Rimmel nel deserto



MUSICA/DE GREGORI IN CONCERTO AD ABU DHABI PER GLI STUDENTI DELL’ASSOCIAZIONE DIPLOMATICI

ABU DHABI. Francesco De Gregori con Rimmel alle porte del deserto. Il “Principe” ha entusiasmato sabato sera ad Abu Dhabi i 700 spettatori che hanno gremito il bel teatro della New York University per non perdere questo evento speciale. A convincerlo ad esibirsi per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti è stato Claudio Corbino, l’imprenditore catanese che con la sua Associazione Diplomatici ha portato nel campus della capitale 500 studenti - la metà italiani, il resto di una quindicina di Paesi - per la quinta edizione di Change the World, la simulazione dell’attività dell’Onu. “È il mio sogno che si avvera” ha detto Corbino confessando ai ragazzi la passione maniacale per l’artista italiano e il motivo che lo ha spinto a chiedergli di chiudere con un concerto la tre giorni di full immersion nell’arte della diplomazia “per aprire al dialogo, alla conoscenza e alla convivenza proprio nel prestigioso ateneo dove si forma la nuova classe dirigente dell’Islam moderato”. “La sua presenza qui - ha spiegato - rappresenta la possibilità di guardare le cose con il conforto dell’arte. Lui può fare arrivare ai giovani un punto di vista privilegiato nell’osservazione della realtà. Fare in modo che coltivino le emozioni è la risposta a chi propugna l’idea di un mondo muscolare chiuso in se stesso”. Lo spettacolo si apre tra gli applausi a “Raggio di sole”, con il microfono che fa le bizze. Poi è un lungo viaggio tra le pietre miliari che hanno scandito la lunga carriera di De Gregori. Con lui sul palco la band, senza batteria, che lo ha accompagnato nei 29 concerti in due mesi del recente tour. Scorrono “Bambini venite parvulos”, “La leva calcistica del ’68", “Sempre e per sempre”, “Il cuoco di Saló”. Dell’ amato Dylan presenta la sua versione italiana di “It’s not dark yet” (“Per essere onesti è sua, ma avrei potuto non dirvelo”, scherza). Tra le altre arriva “Generale” e gli applausi si allungano, come per “Buonanotte Fiorellino”. Con “La donna Cannone” è il pubblico, in massima parte formato dalla comunità italiana negli Emirati, a fare da coro nel ritornello e tutti in piedi ad applaudire. “Benvenuto Principe”, gli urla uno spettatore dalla galleria quando lo show è alle ultime battute. “Bentrovati - risponde -. E’ un onore essere qui con la mia band all’interno di un progetto bellissimo, affascinante, nobile. Abbiamo prestato la nostra musica e siamo contenti di averlo fatto”. E dedica i primi brani ai ragazzini accorsi a vederlo e gli altri ai “ragazzi” più attempati, tra cui l’ambasciatore italiano Liborio Stellino, seduti nelle prime file. C’è tempo ancora per “Titanic” e “Alice”. Infine, arriva la tanto attesa Rimmel coronata da una standing ovation. A 67 anni Francesco De Gregori può permettersi tutto, anche di suonare e cantare per quasi l’intero show senza preamboli, lasciando parlare unicamente i suoi successi che non hanno bisogno di presentazioni. Alla fine di ottobre l’artista ha pubblicato la versione eseguita con la moglie Chicca di “Anema e Core” in vinile in edizione d’arte a tiratura limitata a 99 copie con copertina disegnata e xilografata da Mimmo Paladino dal costo di più di mille euro (disponibile anche nella versione “normale”). Il celebre classico della canzone napoletana è stato proposto spesso dalla coppia nei concerti del tour. A guardare l’autore di tante perle entrate nella storia e nel cuore di generazioni di italiani, verrebbe da dire che più della gioventù è il suo esatto contrario l’età in cui ci si può sentire davvero liberi di decidere cosa fare e come farlo.


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