top of page

“Porto al cinema Nick Cave”


MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA/APPLAUSI AL FESTIVAL. “IL MIO PROSSIMO FILM SU MARILYN”


VENEZIA. La musica come terapia anti dolorifica, le note come cura. Andrew Dominik, il regista neozelandese di L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford e di Cogan - Killing Them Softly, porta al cinema Nick Cave e in sala una grande emozione. Applausi ieri a Venezia per One More Time with feeling, il documentario fuori concorso che, inizialmente pensato come riprese, in 3d e in bianco e nero, delle performance dell’autore di culto Nick Cave, si è trasformato in altro. E’ un omaggio al grande cantautore australiano ma non un semplice documentario, piuttosto una riflessione esistenziale nel momento in cui Cave ha perso il figlio Arthur nel 2015 (appena 15 anni, vittima dell’LSD) pochi mesi prima di registrare. “Non so se la musica aiuta. Semplicemente quello che fa Nick tutta la vita è trattato attraverso la sua musica e questo ci permette di dare senso alle note e alla liriDominik, assente Cave qui alla Mostra del cinema - se non momentaneamente nella sua elaborazione del lutto. La vita continua anche quando non vuoi e questo film che lui ha voluto è un modo per mettere un piede davanti all’altro, per andare avanti”. L’anteprima a Venezia 73 precede l’uscita in 650 sale di tutto il mondo del film di Dominik (in programma in Italia il 27 e 28 settembre da Nexodigital), occasione straordinaria per ascoltare per la prima volta le canzoni del nuovo album di Nick Cave & the Bad Seeds, Skeleton Tree, il 16/o, che uscirà il 9 settembre. Il primo brano, Jesus Alone, è stato appena anticipato. “E’ stato Nick a contattarmi, era nella situazione di dover promuovere l’album ma non aveva voglia di contatti con la stampa, era terrorizzato di parlare e questo film è stato il suo modo di comunicare quanto gli era successo. E ho accettato, e anche di fargli vedere il film montato dandogli la possibilità di tagliare quello che non lo avrebbe messo a suo agio, quello che usciva dai confini privati dei sentimenti in un momento difficile come questo. E così è stato”, spiega Dominik. Del resto il regista neozelandese per Nick Cave avrebbe fatto qualunque cosa: “Sono cresciuto con il suo mito, vengo da Melbourne, lì era come Gesù, amato, adorato, le ragazze erano pazze di lui e a me è sempre piaciuto: la musica di Nick Cave mi sa parlare”. Con il bianco e nero e un 3d usato in modo originale, intimista, che dà profondità al volto del musicista mentre registra il suo album, One More Time With Feeling intreccia le riprese, tutte live, senza ‘premeditazioni’, a interviste, improv- visazioni e riflessioni estemporanee di Cave. Claustrofobico, intimista, austero (come l’album che sta per uscire), il film di Dominik diventa testimonianza di un autore considerato al pari di uno sciamano, diventato fragilissimo nel momento in cui è soprav- vissuto al figlio e comunica la ricerca di una strada che possa elaborare il lutto. Documentario sul suo mito a parte, Dominik tornerà presto sul set: proprio qui a Venezia ha annunciato il suo prossimo progetto, “girerò il nuovo film a gennaio, sarà su Marilyn Monroe”.


Commenti


bottom of page