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Portorico, incubo blackout



MARIA/SI CONTANO I DANNI. 19 MORTI IN DOMINICA. OGGI COLPIRÀ LE BAHAMAS

NEW YORK. Il giorno dopo che la furia dell’uragano Maria ha devastato Portorico, allagando gran parte dell’isola, distruggendo case e facendo almeno due vittime, milioni di persone guardano al prossimo futuro con la paura di dover vivere per settimane, se non mesi, senza elettricità. La tempesta ha, infatti, fatto saltare l’intero sistema elettrico del territorio americano lasciando al buio, e senza la possibilità di usare acqua o cucinare, almeno 3.5 milioni di persone. Centinaia di persone stanno tentando di far fronte all’emergenza raccogliendo l’acqua piovana e preparando se stessi ad affrontare giorni difficili. Migliaia stanno, in queste ore, contemplando l’idea di lasciare, almeno temporaneamente, l’isola. “Non si può vivere senza acqua”, dice Hector Llanos, un anziano di 78 anni originario e ex poliziotto di New York che ammette si pensare seriamente a questa eventualità. “Quest’isola non sarà mai più la stessa” dice sconfortato. L’uragano Maria ha toccato terra mercoledì vicino Yabucoa con venti di 145 miglia orarie lasciando dietro di sé solo una scia di morte e distruzione. Ma Portorico non è l’unica isola che in queste ore sta facendo i conti con il disastro causato da Maria. La piccola isola di Dominica, tra queste, è quella che sta pagando il prezzo più alto. Sono almeno 19 i morti che le autorità locali hanno dichiarato fino a questo momento. Il primo ministro Roosevelt Skerrit, parlando al telefono tra le lacrime con un reporter della vicina isola di Antigua, ha sottolineato che soltanto per un miracolo i morti non sono stati centinaia. Comunque, ha specificato, la Dominica "avrà bisogno di tutto l'aiuto che il mondo può offrire". La furia dell'uragano - di categoria 5 - ha colpito l'isola caraibica tra lunedì notte e martedì mattina, distruggendo centinaia di case e interrompendo le comunicazioni. Anche l'aeroporto è stato chiuso. Un coprifuoco di 24 ore è stato ordinato per le Virgin Islands americane. Oxfam sta seguendo con preoccupazione la situazione nella Repubblica Dominicana, dove migliaia di famiglie vivono in condizioni vulnerabili e la popolazione è stata messa già a durissima prova dall'uragano Irma. Intere zone sono saturate dall'acqua dopo le recenti piogge causate dal passaggio degli uragani Irma e José, e rappresentano un enorme rischio per la popolazione, in particolare per quelli che vivono nei pressi di fiumi, gole o aree vicino alle montagne soggette a frane. Al momento - prosegue Oxfam in una nota -, sono oltre 1.200 le abitazioni inondate e circa 10.000 gli sfollati, mentre 15 le comunità attualmente isolate e 21 le province (su 32) del Paese in cui è stata confermata l'allerta rossa. "Stiamo seguendo gli effetti dell'uragano Maria, che sta iniziando ad arrivare in Repubblica Dominicana in queste ore - ha detto Gabriele Regio, responsabile degli interventi di Oxfam Italia tra Haiti e Repubblica Dominicana -. Le squadre di Oxfam insieme alle organizzazioni partner sono pronte, se necessario, a sostenere la risposta dello Stato". Intanto, la furia distruttrice di Maria non sembra arrestarsi. I suoi prossimi ‘obiettivi’ saranno le isole di Turks e Caicos e le Bahamas che dovrebbero essere colpite nelle prime ore di stamattina. Da lì, Maria dovrebbe poi finalmente inabissarsi nell’Atlantico senza interessare la terraferma americana.


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