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“Potrebbe essere in galera”

2020/TRUMP STUZZICA ELIZABETH WARREN E LA RISPOSTA DELLA SENATRICE NON SI FA ATTENDERE



WASHINGTON. Donald Trump stuzzica una delle sue possibili future rivali nelle elezioni per la Casa Bianca del 2020: "Elizabeth Warren, talvolta da me chiamata Pocahontas, si è unita alla corsa per presidente. Correrà come prima candidata nativa americana o ha deciso dopo 32 anni che questo non funziona più così bene? Ci vediamo in campagna, Liz!", ha twittato dopo che sabato la senatrice del Massachusetts ha formalizzato la sua candidatura, cercando di lasciarsi alle spalle le polemiche sulla sua presunta origine nativo americana. La campagna del tycoon ha invece reagito affermando che "il popolo americano respingerà le idee socialiste" della senatrice. E ieri, nel suo primo comizio, in Iowa, dopo l'annuncio della sua candidatura per la Casa Bianca, la senatrice non ha perso l’occasione per una risposta al fiele: "Entro il 2020, Donald Trump potrebbe non essere più presidente. Anzi, potrebbe non essere una persona libera". La Warren non ha spiegato le sue parole ma è sembrato eviden- te il riferimento alle varie inchieste che pendono sulla presidenza Trump, dal Russiagate a quelle della procura di New York sino alle indagini parlamentari. La senatrice ha anche in- vitato a non consentire al presidente di dettare la direzione della campagna con attacchi divisivi: "Ogni giorno c'è un tweet razzista, un tweet d'odio, qualcosa che è veramente cupo e sgredevole. Cosa faremo noi come candidati, come attivisti, come stampa? Li inseguiremo ogni giorno?". Intanto, tra i candidati dem ufficiali e in pectore per la corsa alla Casa Bianca nel 2020 il senatore Bernie Sanders batte già tutti per il numero di piccoli donatori online: 2,1 milioni, l'equivalente di tutti gli altri rivali. Al secondo posto, con 743 mila sostenitori, l'ex deputato Beto O'Rourke, che ha già dimostrato una capacità fenomenale di raccogliere fondi nella corsa a senatore contro Ted Cruz, persa di poco. Seguono tre senatrici, con un solido numero di piccoli donatori, secondo una analisi del New York Times: Elizabeth Warren (343 mila), che in New Hampshire supera anche O'Rourke; Kirsten Gillibrand (272 mila), che sta facendo breccia tra i piccoli donatori nonostante la sua reputazione di fund-raiser tra i grandi finanziatori; e Kama- la Harris (239 mila), che nelle prime 24 ore dopo l'annuncio della sua candidatura aveva raccolto 1,5 milioni di  dollari. Gli analisti ritengono che le piccole donazioni avranno un ruolo importante per i candidati dem che intendono rafforzare la loro posizione nelle primarie del 2020. Per la Warren saranno vitali: la senatrice ha infatti dichiarato che non accetterà soldi dai Pac, gli opachi comitati per la raccolta di fondi elettorali che nascondono in genere potenti lobby non certo disinteressate. E ieri al gruppo di "sena- trici in corsa per la Casa Bianca" si è aggiunta Amy Klobuchar. Avvocato, 59 anni, rap- presentante del Minnesota, dove ha vinto con ampio margine, ha fama di donna pragmatica ed esigente. Si presenta come la risposta di buon senso del Midwest a Donald Trump: ma gli analisti non la ritengono una concorrente competitiva. A indebolire la sua partenza le accuse di alcuni suoi ex collaboratori, che l'hanno dipinta come un capo brutale che maltratta il suo staff con email umilianti, lanci di materiale da cancelleria e richieste di intonare cori per- sonali per la senatrice. Accuse che lei respinge. Amy Klobuchar, ha annunciato formalmente la sua candidatura alle presidenziali Usa in un comizio a Minneapolis sotto una fitta nevicata e con una temperatura percepita di -14. "Non ci fermerà certo il maltempo", ha scherzato, denunciando "il senso di comunità che si sta spezzando in America" e il suo impegno per "riportare la nazione dal caos alle opportunità per tutti". La Klobuchar ha promesso anche il rientro nel- l'accordo di Parigi sul clima. "Non ho una macchina politica, non ho soldi, ma ho fegato", ha detto la tre volte senatrice, figlia di un ex giornalista dell'Ap e di una ex maestra elementare, con nonni rispettivamente di origine slovena e svizzera. Tra i punti del suo pro- gramma l'allargamento dell'accesso alla sanità, la riduzione del prezzo dei farmaci, una riforma completa del sistema immigratorio, un piano per le infrastrutture, la difesa dell'ambiente e la lotta al cambiamento climatico, lo stop all'odio e alle discriminazioni "in un Paese di fedi diverse ma di sogni convidisi", fondato "sul motto e pluribus unum" (dai molti uno, ndr). La Klobuchar non ha mai nominato Donald Trump ma punta a sfidarlo in un'area che è stata decisiva per la sua elezione.

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