Presa la mente della strage
- Redazione

- 23 dic 2018
- Tempo di lettura: 2 min
MASSACRO DI CHARLIE HEBDO/IL JIHADISTA PETER CHERIF ARRESTATO A GIBUTI

PARIGI. E’ terminata la fuga di Peter Cherif, il jihadista francese ritenuto la ‘mente’ dell’attentato compiuto a Parigi, il 7 gennaio del 2015, nella sede del settimanale satirico ‘Charlie Hebdo’. L’uomo, che ha 36 anni ed è anche conosciuto con lo pseudonimo diAbu Hamza, era latitante dal 2011. E’ stato arrestato a Gibuti ed è in attesa di essere estradato in Francia.
Vicino ai fratelli Kouachi, i killer di ‘Charlie Hebdo’, Cherif è sospettato di aver ordinato l’attacco contro il settimanale satirico ed era uno dei terroristi più ricercati al mondo. Secondo una fonte vicina alle indagini, è stato arrestato il 16 dicembre dalla polizia francese. Noto alla polizia per piccoli furti, poi convertito all’Islam radicale, Peter Cherif ha combattuto per anni in Iraq e nello Yemen, il Paese da cui è partito l’ordine di “vendicare” Maometto per la pubblicazione delle caricature del profeta su ‘Charlie Hebdo’.
Il suo nome è apparso nelle indagini sull’attentato perché intratteneva scambi regolari con i fratelli Said e Cherif Kouachi, gli autori del sanguinoso attacco che costò la vita a 12 persone, tra vignettisti, giornalisti e poliziotti. I fratelli Kouachi furono uccisi pochi giorni dopo al termine di una rocambolesca caccia all’uomo nella periferia di Parigi. Ex delinquente comune, “indottrinato” nella stessa filiera di Buttes-Chaumont frequentata dai fratelli Kouachi, Chérif combatté in Iraq nei primi anni 2000. Condannato dagli iracheni, nel 2006 riuscì ad evadere, prima di essere catturato di nuovo e consegnato alle autorità francesi.
Lasciato in libertà in attesa di giudizio, riuscì a fuggire l’ultimo giorno del suo processo, nel gennaio 2011. Arrivato in Yemen, si arruolò tra le fila diAl Qaida nella penisola arabica dove venne raggiunto da uno dei due fratelli, Said Kouachi. Secondo la polizia, Peter Chérif sarebbe uno dei mandanti, se non addirittura il principale ‘cervello’della strage di Charlie Hebdo. L’uomo sarebbe inoltre stato in contatto anche conAmedy Coulibaly, autore dell’attacco all’Hyper Cacher di Parigi due giorni dopo.
















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