Preso Conte, il boss di Bitonto
- 28 mag 2018
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ORDINÒ AI SUOI SICARI L’OMICIDIO IN CUI FU UCCISA PER ERRORE UN’ANZIANA
BARI. “Uccidete il primo che trovate”. L’ordine impartito ai suoi sicari dal presunto capoclan di Bitonto Domenico Conte era di ammazzare la prima persone che avessero trovato per strada per vendicare un affronto subito. Il 30 dicembre 2017, mentre i sicari inseguivano e sparavano ad un pusher del clan avversario, uccisero per errore un’anziana innocente che era per strada: l’84enne Anna Rosa Tarantino. La latitanza di Conte è finita all’alba, dopo 37 giorni nascosto in una villetta sul mare a Giovinazzo (Bari). Lì carabinieri e poliziotti lo hanno trovato in compagnia della moglie incinta e della figlia di 6 anni, dopo che era sfuggito alla cattura il 20 aprile scorso. Ora è in carcere per omicidio volontario e tentato omicidio (nell’agguato rimase ferito Giuseppe Casadibari, vero bersaglio dei sicari), aggravati dal metodo mafioso. Quella del 30 dicembre fu una domenica di sangue, con 4 sparatorie in un bot-ta e risposta tra i due clan rivali, Conte e Cipriani, in guerra per la gestione dello spaccio di droga e per il tradimento di alcuni sodali. Anna Rosa Tarantino, sarta 84enne, tornava a casa dopo la messa del mattino quando incrociò lo spacciatore Giuseppe Casadibari, che fuggiva per evitare di essere ucciso da due sicari armati. La donna fu uccisa con due dei 17 colpi di pistola sparati nei vicoli del centro storico di Bitonto. Fu questo l’ultimo dei 4 agguati iniziati all’alba con alcuni colpi di pistola sparati contro un portone a Porta Robustina, piazza di spaccio nella città vecchia del clan Cipriani, quindi la risposta con due spedizioni punitive: una sfondando l’ingresso della casa di un rivale; l’altra in via Pertini, alla periferia di Bitonto, con 31 proiettili scaricati sul portone della palazzina dove ha sede la piazza di spaccio controllata da clan Conte. Questi ultimi aspettarono solo 10 minuti per rispondere: due uomini con i volti coperti su ordine del boss, cercarono un bersaglio, uno qualunque del clan rivale, e inseguendo il loro bersaglio, Casadibari, uccisero l’anziana. I primi 7 arresti nei confronti degli esecutori materiali dei quattro agguati, furono eseguiti il 17 marzo. Mancavano elementi sufficienti ad inchiodare il boss. Sabba e Papaleo, gli assassini della signora Tarantino, hanno deciso di collaborare con la giustizia e le loro dichiarazioni hanno consentito di chiudere il cerchio. A dare l’ordine di sparare fu - secondo l’accusa - Conte, facendo recapitare il messaggio ai killer tramite il suo braccio destro Alessandro D’Elia.
















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