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Pressing della Bce su Mps

  • 5 lug 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


MILANO. Colpita e affondata da una lettera. E' l'epilogo della seduta di ieri di Mps in Piazza Affari, dove il titolo è crollato del 13,99 per cento a 0,32 euro, dopo il sollecito scritto inviato a Siena dalla Banca centrale europea (Bce) per affrettare la cessione di 10 miliardi di sofferenze nette.

Fin dai primi scambi è scattato lo stop al ribasso, poi Mps ha infranto le diverse soglie che prevedono un congelamento, prima quella del 5 e poi quella del 10%, fino a scambiare a parametri 'extra-large' e sfio- rare il -15%.

Il contagio si è subito allargato agli altri titoli del settore, da Unicredit (-3,63%) a Ubi (-3,05%), da Intesa (-3,04%) a Banco Popolare (-4,5%) e Bper (-6,73%). Ha fatto eccezione Bpm (-1,4%), mentre Cari- ge ha ceduto il 7,84%. Per tutti è scattata almeno una sospensione per eccesso di volatilità in negativo.

A nulla è servita la nota di Mps che ha ricordato come le dismissioni chieste da Francoforte siano "in linea con gli obiettivi di un programma di specifiche azioni, recentemente approvato dai competenti organi della Banca e contestualmente sottoposto alle valutazioni della Bce".

Ciò che ha impressionato sono le cifre in questione: 46,9 miliardi di sofferenze lorde attuali (24,2 miliardi di sofferenze nette) che secondo l'Eurotower debbono scendere a 32,6 (14,6 netti) nel 2018, il tut- to a fronte di una capitalizzazione scesa ormai sotto al miliardo (981,7 milioni per la precisione). Inevitabile a queste condizioni un intervento sul capitale, che il Ft ha ipotizzato possa essere pubblico a titolo di "sfida all'Ue" da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

No-comment da Bruxelles e pronta in- vece la smentita di Palazzo Chigi che ha sottolineato come Renzi stesso, nel corso di un'intervista televisiva, ha detto di prediligere "soluzioni di mercato, nel rispetto delle regole vigenti in Europa". Lo dicono anche da Bruxelles i portavoce della Commissione: "Ci sono una serie di soluzioni che possono essere messe in piedi nel pieno rispetto delle regole Ue affrontando le carenze di liquidità e capi- tale nelle banche senza effetti contrari sugli investitori al dettaglio". Che l'aiuto pubblico possa essere utile lo dice anche Ignazio Angeloni, che è membro del Consiglio di sorveglianza Bce: ''Propriamente regolamentato e controlla- to, è una componente fondamentale di un sistema bancario ben strutturato"; gli aiuti pubblici - ha aggiunto - devono essere Fonte: Borsa Italiana usati "con moderazione, non più del necessario ma neanche meno". Gli investitori però hanno fatto orec- chie da mercante, condizionati anche da una nota di Fitch, secondo cui "le azioni del Governo italiano per rafforzare la capitalizzazione delle banche utilizzando fondi pubblici evidenziano la pressione sul settore bancario legata alla scarsa qualità degli asset". E poi la constatazione degli analisti dell'Agenzia di rating che "la volatilità dei mercati che ha seguito il referendum sulla Brexit ha colpito in modo particolarmente duro il comparto italiano perché è uno dei più deboli in Europa", con "debole reddi- tività e generazione di capitale interna"


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