Prove disgelo Trump-Putin
- Redazione

- 3 giu 2018
- Tempo di lettura: 3 min
CASA BIANCA/UN SUPERVERTICE PER RIPORTARE LE RELAZIONI A LIVELLI ACCETTABILI

NEW YORK. Tutti gli occhi sono puntati sullo storico summit tra Donald Trump e Kim Jong un, confermato per il 12 giugno a Singapore e che potrebbe aprire la stra- da all'accordo di pace in Corea. Ma c'è un altro 'supervertice' a cui si lavora si- lenziosamente e che potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane: quello tra Donald Trump e Vladimir Putin. La con- vinzione - sia a Washington sia a Mosca - è che solo un franco e schietto confronto tra il tycoon della Casa Bianca e lo 'zar' del Cremlino può riportare a livelli ac- cettabili le relazioni tra Stati Uniti e Rus- sia, mai cadute così in basso dai tempi della guerra fredda.
Così russi e americani - rivela il Wall Street Journal - stanno da tempo discuten- do dietro le quinte per organizzare l'atte- so faccia a faccia. E non è una sorpresa: nella telefonata del 20 marzo scorso Trump, dopo essersi congratulato con Pu- tin per la rielezione, lo invitò esplicita- mente a Washington.
E quest'ultimo, tramite il suo ministro degli Esteri Sergei Lavrov, giorni dopo fece sapere di essere pronto ad incontrare il presidente americano, superando anche l'imbarazzo di quel Russiagate che di fat- to fino ad ora è stato il vero ostacolo a un summit tra i due leader. Con il presidente russo accusato di aver influenzato le ele- zioni presidenziali americane del 2016 per favorire proprio Trump.
I colloqui per arrivare a stabilire luo- go, data e agenda del vertice - riporta sem- pre il Wall Street Journal - avrebbero su- bito un'accelerazione negli ultimi tempi, e al centro dell'operazione ci sarebbe so- prattutto l'ambasciatore Usa in Russia John Huntsman, sempre più impegnato nel fare la spola tra Mosca e Washington proprio per tentare di programmare in maniera più dettagliata l'incontro.
La pianificazione, comunque, sarebbe ancora in una fase iniziale. Anche se già esisterebbe una bozza dei temi che i due leader dovrebbero affrontare in via prio- ritaria: dalla guerra civile in Siria alla crisi in Ucraina, passando per il tema del con- trollo delle armi nucleari.
Tutti argomenti che saranno approfon- diti anche dagli sherpa, a partire dal pro- babile meeting tra i due massimi respon- sabili delle forze armate di Usa e Russia, i generali Joseph Dunford, e Valery Gera- simov, che dovranno soprattutto tracciare una road map per la de-escalation del con- flitto in Siria.
Ma per ora l'obiettivo del faccia a fac- cia Trump-Putin non sembra essere quel- lo di un accordo complessivo, rinviato possibilmente ad altri appuntamenti: lo scopo del 'supervertice' è piuttosto quello di creare un clima di disgelo puntando sul- la 'simpatia reciproca' che, nonostante le circostanze, i due leader sembrano avere. L'eventuale summit sarebbe il terzo incon- tro tra Trump e Putin, che nel 2017 hanno
già avuto modo di avere un rapido scam- bio di vedute a margine di due meeting internazionali: il G20 in Germania lo scor- so luglio e il summit in Vietnam lo scorso novembre.
Intanto il numero uno del Pentagono, James Mattis, torna ad alzare la voce con la Cina, accusata di militarizzare il Mar Cinese Meridionale.
Il messaggio dell'amministrazione Trump a Pechino è chiaro: un solo Paese non può controllare tutta la regione Indo- Pacifica. E - ha sottolineato sempre Mat- tis rivolto alle autorità cinesi - gli Usa non hanno alcuna intenzione di negoziare con la Corea del Nord il futuro della presenza delle truppe americane nella penisola. Non è tardata la reazione di Pechino, che - at- traverso il generale He Lei - ha definito "irresponsabili" i commenti di Mattis. La Cina, ha detto, ha il diritto di schierare truppe e armi "sul proprio territorio"
















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