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  • 24 feb 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


AUTO/LA SCOMMESSA - E NOZZE COME SOLUZIONE - DI TAVAROS, NUMERO UNO DI PEUGEOT-CITROEN-DS. OK DA PARIGI E BERLINO

PARIGI. Un "campione europeo" dell'industria automobilistica, secondo soltanto a Volkswagen: questa la scommessa di Carlos Tavares, il numero uno di Peugeot-Citroen-Ds, il costruttore parigino che ha raddoppiato l'utile netto, con un balzo del 79%, da- gli 1,2 miliardi del 2015 ai 2,15 miliardi del 2016. E che ora, forte di questi risultati, mette il turbo per il matrimonio con Opel, la filiale di General Motors nel Vecchio Continente, da anni in perdita. Un auspicio espresso a chiare lettere ieri mattina, in occasione della Conferenza di presentazione dei risultati di Psa, quest'anno particolarmente attesa soprattutto per la partita con Opel. "Creare un campione europeo" con una radice franco-tedesca, "senza dimenticare i nostri amici britannici", è una "opportunità", ha dichiarato Tavares, ricordando che Opel e il suo marchio britannico Vauxhall bruciano "un miliardo di euro all'anno". E invece, ha assicurato, "noi siamo qui per fornire una soluzione". In serata, dopo l'incontro tra il ministro dell'Economia, Michel Sapin, e l'omologa tedesca, Brigitte Zypries, è arrivato il via libera dei due governi all'acquisizione. Anche se Francia e Germania pretendono "chiarezza, il più presto possibile, sul futuro delle due società" anche per i lavoratori e per i siti di produzione. Entrambe le società dovrebbero mantenere "ciascuna il proprio brand e disporre di un adeguato management" e il gruppo post- fusione ha bisogno di una "strategia percorribile di lungo termine". Parziali garanzie erano arrivate poco prima dallo stesso Tavares. "Rispetteremo gli accordi con le organizzazioni sindacali di Opel, per motivi etici e anche pratici". L'interesse di Psa è che Opel "resti un'azienda tedesca. Nel nostro portafoglio vogliamo, semplicemente, un marchio tedesco". Esprimendosi dall'avenue de la Grande Armée, sede di Psa a due passi dall'Arco di Trionfo, il manager ha evocato le trattative di lunedì scorso con le parti sociali in Germania. "Un negoziato estremamente maturo", lo ha definito. Ha poi garantito che il piano di risanamento sarà redatto dalla direzione e dagli stessi impiegati di Opel. "Non sarà Psa ad imporlo, noi proporremo obiettivi, metodologia, benchmark, ma gli lasceremo sviluppare il loro piano". Prima di aggiungere ottimista: "L'immagine di Opel è buona, allo stesso livello di Peugeot". E i due gruppi possono puntare su una vendita annuale di 5 milioni di veicoli. Per Psa il 2016 è stato il terzo anno di crescita consecutivo. Dati positivi che hanno consentito al management di convincere i principali azionisti del gruppo - la famiglia Peugeot, il cinese Dongfeng, ma anche lo Stato - dell'opportunità delle nozze. Un'operazione "vincente" per entrambi, assicura Tavares. "Continuiamo a crescere e abbiamo sempre detto che quando saremmo stati in buona salute avremmo trattato di opportunità strategiche, anche al di là dei risultati a cui porteranno le attuali trattative con Opel". Insomma, per il manager, la parola d'ordine è guardare alle diverse "opportunità" come "qualcosa di buono ma non di obbligatorio". Il balzo dell'utile netto ha consentito all'azienda parigina di rivedere leggermente al rialzo gli obiettivi finanziari a medio termine. Psa punta ormai a un margine operativo superiore ai 4,5% sul biennio 2016-2018, contro il 4% precedente. Lo scorso anno, Gm ha venduto 1,1 milioni di veicoli per un fatturato di 16 miliardi dieuro e una perdita di 257 milioni. Ma dal 2000 le sue attività in Eu- ropa segnano perdite superiori ai 15 miliardi.


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