“Pulire Roma in 7 giorni”
- Redazione
- 6 lug 2019
- Tempo di lettura: 3 min
EMERGENZA RIFIUTI/IL GOVERNATORE ZINGARETTI FIRMA L’ORDINANZA-DIKTAT

ROMA. Una settimana al massimo per far sparire la spazzatura dalle strade di Roma. Anche meno - 48 ore - per bonificare attorno agli ospedali, alle scuole, ai ristoranti. Ieri mattina il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha messo la firma all’ordinanza-diktat con cui esercita, a fronte dell’emergenza ambientale, i suoi poteri sostitutivi sull’Ama, l’azienda ambientale della Capitale. “Da Zingaretti solo promesse, illude i cittadini, non ha fatto niente in sette anni ora pretende di pulire Roma in sette giorni”, tuona la sindaca Virginia Raggi. E Ama fa sapere che un operatore, la Rida, ha comunicato che non applicherà l’ordinanza “anzi riducendo i quantitativi dei materiali dalla prossima settimana”. L’atto di Zingaretti precetta gli impianti del Lazio ad accogliere in corsia preferenziale e anche di domenica la spazzatura della Capitale (così come richiesto dal Campi- doglio) e fissa un cronoprogramma di pulizia serratissimo. Tanto da far sbottare la sindaca Virginia Raggi: “In 7 anni non è riuscito a scri- vere il Piano regionale e ora pretende di pulire Roma in 7 giorni - scrive sui social la pentastellata - Zingaretti sfiora il ridicolo, illude i cittadini con false promesse”. “L’ordinanza - puntualizza però il governatore - non è punitiva, ma punta all’efficienza”. E del resto, ci tiene a sottolineare, è stata scritta in “serrata condivisione con il ministro dell’Ambiente”, quel Sergio Costa vicinissimo al leader M5s Luigi Di Maio, che aveva suggerito esplicitamente un’accelerazione. “Gli impianti nel Lazio ci sono e funzionano - commenta Zingaretti - Il problema è che Roma non è autosufficiente. Roma ha deciso di non avere autonomia impiantistica, e la situazione è sfuggita di mano”. Intanto però un primo intoppo all’applicazione della ordinanza viene da uno degli impianti ‘precettati’, la Rida Ambiente di Aprilia: l’ordinanza, affermano, “non pare rimuovere le situazioni che oggettivamente impediscono tuttora alla società di fornire ulteriore supporto ad Ama”. Dalla Regione spiegano però che il punto - legato al materiale da mandare in smaltimento - può essere superato, poiché anche il termovalorizzatore di San Vittore, dove Rida porta il suo materiale, potrà aumentare la sua capacità. L’ordinanza non contiene sanzioni in caso di inadempienza (“spero non servano - commenta il governatore - altrimenti valuteremo con prefetto e ministro”) e “non è un commissariamento”, e sebbene resterà in vigore fino alla fine dell’estate, fissa dei paletti molto più vicini. Una settimana dunque, per avere strade pulite, ma anche per mettere in strada 300 nuovi cassonetti e più mezzi per la raccolta, a costo di ricorrere a ditte appaltatrici. E poi ci sono i centri di trasferenza e trasbordo: l’ordinanza dà 15 giorni per trovarne di nuovi. Raggi, in effetti, uno lo ha già individuato oggi a Saxa Rubra (“nonostante il voto contrario all’unanimità del XV Municipio” ricorda il dem Eugenio Patanè): sarà autorizzato per 180 giorni. Quella che forse è la vera gatta da pelare, per il Campidoglio, arriva però alla fine dell’ordinanza: lì dove, per rassicurare i fornitori, si impone ad Ama di approvare entro 30 giorni i bilanci 2017 e 2018, quelli su cui pende un annoso contenzioso finanziario e legale che fece andar via sbattendo la porta l’assessora capitolina Pinuccia Montanari e causò l’azzeramento del vecchio Cda. Il 9 luglio, al tavolo con il ministro Sergio Costa, Zingaretti e Raggi potranno fare già un primo ‘punto’. Ma per quella data la città dovrà già avere un altro aspetto.
















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