Pyongyang, schiaffo al G20
- 6 set 2016
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TOKYO. Con perfetto tempismo la Corea del Nord lancia un'altra sfida alla comunità internazionale, quando l'attenzione mediatica è concentrata sul G-20 di Hangzhou, in Cina, che vede riuniti i leader dei Paesi indu- strializzati. Il comunicato ufficiale del comando militare di Pyongyang ha descritto l'operazione come una 'protesta armata’ volta a dimostrare la capacità bellica del Paese in occasione del summit, a pochi giorni dal 68esimo anni- versario della nascita dell'attuale forma di governo. Poco dopo mezzogiorno, ora locale, tre missili balistici a media gittata del tipo Rodong sono stati lanciati dalla costa occidentale di Hwangju, sorvolando per quasi 1.000 chilometri il mar del Giappone, prima di schiantarsi a circa 220 chilometri a ovest dell'isola di Okushirijima, nell'Hokkaido settentrionale. Malgrado nessun danno sia stato registrato sulle rotte aeree e quelle navali, è la seconda volta in meno di duemesi che l'impiego di missili nordcoreani minaccia apertamente le acque territoriali del Giappone. L'ultima prova di forza, con il lancio di altri tre missili, era avvenuta il 19 luglio; da inizio anno il numero dei missili raggiunge quota 21. Il premier nipponico Shinzo Abe, presente al vertice di Hangzhou, ha dato disposizione all'esecutivo di coordinare le necessarie misure di sicurezza, e inoltrato una protesta tramite i canali diplomatici all'ambasciata nord coreana a Pechino. Come da protocollo il governo nipponico ha comunicato la procedura di in- tesa con Stati Uniti e Corea del Sud, e ancora una volta le task force dei paesi alleati si confronteranno con l'enigma nord coreano, le cui irruenze neanche il principale alleato, la Cina, riesce più a controllare. A margine del summit di Hangzhou lapresidente sud coreana Park Geun Hye aveva incontrato il leader cinese Xi Jinping in un clima di esplicito disaccordo tra le due parti. Il contrasto di vedute nasce dal sistema di difesa missile (Thaad), sviluppato dagli Stati Uniti, che Seul vuole adottare per intercettare e colpire i missili balistici nord coreani a medio e corto raggio. Il Thaad ha sollevato critiche non solo dalla Cina, ma anche dalla Russia, che hanno indicato come il dispiegamento dei potenti radar necessari al suo funzionamento potrebbero compromettere i propri apparati di sicurezza militare. Il regime di Pyongyang, dal canto suo, ha sempre dichiarato di essere contrario all'accordo tra la Corea del Sud e gli americani, ribadendo che la sua realizzazione potrebbe innescare una feroce corsa agli armamenti, destabilizzando l'intera area. Il ministro degli Esteri cinese ha evitato di condannare espressamente il lancio dei missili nordcoreani, e il suo portavoce si è limitato a richiamare i paesi interessati all'autocontrollo. La nuova ministra della Difesa in Giappone, Tomomi Inada, dopo aver cancellato un tour delle forze di auto difesa a Tokyo si confronta con la prima crisi militare del suo dicastero. In attesa che la diplomazia produca una soluzione negoziale, in un'area del globo sempre più volubile, l'appello alla calma dei cinesi sembra al momento l'unica ipotesi percorribile.
















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