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Quella stonata della Streep



ROMA. Meryl Streep come Jovanotti. Alla Festa di Roma tra battimani, ovazioni, urla da stadio accoglienza trionfale per l’attrice americana premio Oscar come fosse una rock star. Emozionata lei stessa, generosa durante l’incontro pubblico, l’interprete di film come Kramer vs Kramer, The Bridges of Madison County, Sophie’s choice, 67 anni e una grinta proverbiale, ha trovato nella platea di oltre mille persone un calore incredibile. Tantissimi i giovanissimi, segno curioso di affetto, persino fanatismo, per un mito del cinema americano. “Le mie attrici italiane preferite? Silvana Mangano e Anna Magnani, così pure, autentiche. Ho incrociato i loro film durante l’università e mi hanno segnato. Ho visto Morte a Venezia e Pelle di Serpente e poi ho recuperato tutto il resto”, ha detto la Streep citando Alba Rohrwacher per la stessa purezza interpretativa delle precedenti. “Un regista con cui non ho mai lavorato e dal quale mi piacerebbe essere diretta? Martin Scorsese”, ha risposto al direttore del festival Antonio Monda senza esitazioni. Un’ora di incontro sul cinema, le donne, il teatro, arricchito da spezzoni dei suoi film e poi il finale con le scene di Mamma Mia! che hanno fatto venire giù la Sala Sinopoli. “È proprio vero, cantare senza passione è il vero peccato al di là di come si canta”. Meryl Streep fa sua la frase del film “Florence Foster Jenkins” di Stephen Frears, passato alla Festa di Roma e in sala dal 22 dicembre con la Lucky Red, che racconta la storia vera di questa donna che negli anni Quaranta a New York ha tenuto alcuni concerti come cantante lirica pur essendo del tutto stonata, grazie alla sua grande ricchezza e alla protezione del marito (Hugh Grant). “Florence ha uno spirito da bambina, lo stesso dei miei figli che, da piccoli, mi facevano assistere a spet- tacoli lunghissimi e noiosi, pieni di omicidi, ma che alla fine hanno la capacità di coinvolgerti. A quell’età c’è qualcosa di magico che perdiamo con l’età, ma questo non vale certo per il mio personaggio”, racconta l’attrice. Imparare a stonare per la Streep, che è anche una brava cantante, non è stato difficile: “Prima mi sono preparata a cantare le liriche di Florence con un coach, meglio che potessi. Poi ci siamo divertiti tantissimo a mandare tutto all’aria, a rifare tutto stonando”. Va detto, aggiunge l’attrice tre volte premio Oscar, “non ho mai interpretato un ruolo come questo, ma non mi meraviglia quello che accadeva a Flo- rence: so che un compositore come Gershwin mentre suonava cantava in modo stonato, ma forse quelle stonature non le sentiva, come capitava forse alla Jenkins”. Tentazioni di regia? “Molti registi che mi hanno diretta probabilmente direbbero sì - dice con ironia l’attrice - , ma in realtà non ne ho mai sentito la necessità di farlo. Ho cominciato a recitare imitando mia nonna, immaginavo le sue rughe sul mio viso e pensavo come dovesse essere stare nel suo corpo, camminare come lei, immaginavo poi anche il suo dolore che è un modo di capire anche il proprio. In tutto questo, credo, c’è qualcosa di egoistico”. Per quanto riguarda il tempo che passa, “credo di aver aperto la strada per lavorare oltre i quarant’anni. Pri- ma dopo quell’età eri fuori, dovevi aspettare di arrivare ai sessanta, ai settanta quando ti offrivano ruoli orribili”. Dell’Italia dice in italiano: “Io amo tutti” e poi “tutti vorrebbero essere italiani. E io sono una di loro”. Guardando gli Oscar Meryl Streep ribadisce il suo sostegno a Fuoco- ammare di Gianfranco Rosi, che l’Italia ha scelto per la selezione per il miglior film in lingua non inglese: “Credo che sia un’opera veramente unica, che ci tocca con tante immagini, come quando vediamo un bambino che viene tirato fuori dalle acque del mare. E poi c’è la storia di questo medico, che in questa piccola isola combatte contro l’orrore del mondo”.

Dall’attrice anche bellissime paro- le per la nostra Alba Rohrwacher, “in- credibilmente speciale”.

Sul fronte delle presidenziali ame- ricane, la Streep ha le idee molto chia- re: “Con il suo sessismo, Trump sta facendo un ottimo lavoro contro se stesso, ma tra una ventina di giorni avremo alla presidenza Hillary Clin- ton. E tutto questo verrà eliminato”.


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