Rai Italia... che passione!
- Redazione

- 8 ott 2017
- Tempo di lettura: 5 min

INTERVISTA A FRANCESCA ALDERISI CONDUTTRICE E AUTRICE TV PER GLI ITALIANI NEL MONDO
VENERDÌ, 6 - A tre giorni dalla 73ma Parata del Columbus Day di NY, raggiungiamo telefonicamente Francesca Alderisi, volto televisivo noto ai connazionali in tutto il mondo che l’hanno seguita in molti programmi di Rai Ita- lia. Brillante e solare come sempre, Francesca arrivata da poco a New York, ci accoglie con la sua verve e simpatia che l’hanno resa nel tem- po una delle figure più amate e familiari a milioni di connazionali sparsi per i cinque continenti.
CIAO, FRANCESCA, È UN BEL PO’ CHE NON CI SI SENTE. COME STAI? SEI TUTTA PRONTA PER LA GRANDE SFILATA DI LUNEDÌ? Sto benone, grazie. Lunedì sarà per me un giorno veramente speciale. La decima parata del Columbus Day alla quale partecipo e per l’occasione sono venuta accompagnata direttamente dall’Italia da sei simpatici e talentuosi ragazzi, i Rudy Valentinos e i Baleras. Insieme sfileremo cantando dal vivo un vastissimo repertorio Italian Swing Style e lo faremo a modo mio, alla Francesca, in mezzo alle persone, camminando a piedi e fermandoci qua e la per intrattenere il pubblico che sono certa accorrerà anche quest'anno numeroso per partecipare a questo grande evento dedicato all’italianità. L’America ama l’Italia!
COSA NE PENSI DELLE POLEMICHE RIGUARDO CRISTOFORO COLOM- BO E IL COLUMBUS DAY? Citando le stesse parole che ho utilizzato giorni fa in un'altra intervista, si tratta dell’eterno conflitto tra la memoria e i ricordi; chi vuole difenderli e chi li vede da una prospettiva moderna. La storia è piena di conquistatori e conquistati. Ci riferiamo a eventi di centinaia di anni fa e riscrivere il passato dal mio punto di vista è una perdita di tempo, un gesto anacronistico. Gli indiani d’America rivendicano la brutalità dei massacri che gli spagnoli compirono sulla loro pelle, ma è la storia del mondo, sicuramente precedente a Colombo, anche qui nelle Americhe..
VENIAMO A TE. SONO IN MOLTI A CHIEDERSI CHE FINE TU ABBIA FATTO. DA OLTRE UN ANNO NON TI SI VEDE PIU’ IN TV. Diciamo che è la stessa storia che purtroppo si ripete. Come accadde nell’anno 2007, quando alla direzione di Rai Italia era Piero Badaloni, mi ritrovo a distanza di tempo in una situazione analoga, anche se per certi versi meno chiara. Ai tempi della direzione firmata Ba- daloni, fui tolta da Sportello Italia. Ero all’apice della mia car- riera televisiva alla guida come conduttrice, autrice e curatrice, di quello che è stato e rimarrà il programma storico di servizio per gli italiani nel mondo.Allora Badaloni mi offrì in sostituzione un altro spazio televisivo che non ritenevo nelle mie corde e non accettai. Fui poi rinse- rita nuovamente nel palinsestotelevisivo a distanza di anni dal direttore successivo, Daniele Renzoni che mi portò ancora alla ribalta con “Gran Sportello Italia”, un programma che sono certa ancora molti ricordano.
E CON “CARA FRANCE- SCA...” INVECE COSA È SUCCESSO? Sinceramente è stato un qualcosa di più oscuro e per questo dal mio punto di vista più grave. A maggio del 2016 sono stata convocata da Piero Corsini, da qualche anno giovane direttore di Rai Italia, il quale senza entrare troppo nel dettaglio delle motivazioni, mi ha comunicato che “Cara Francesca...” da lì a poco sarebbe stato chiuso. Sinceramente da una parte ho appro- vato la scelta editoriale, poichè pur essendo un programma assolutamente nobile per ciò che riguarda il contenuto, raccontare le storie di vita degli italiani e discendenti nel mondo, l’ho sempre considerato come un intermezzo in attesa di avere nuovamente un ruolo televisivo in cui potessi esprimere a tutto tondo le mie competenze. “Cara Francesca...” è stata una piccola rubrica di pochi minuti, trasmessa tra l’altro, mio malgrado, in un orario non certamente di punta.
E DA ALLORA NES- SUN’ ALTRA PROPO- STA? No, caro Enzo. Da parte del Signor Corsini, silenzio totale. Devo confessare di essere rimasta molto delusa da questo suo atteggiamento. Ritengo a pieno titolo di avere dato molto in questi quasi venti anni trascorsi a Rai International, come amo ricordarla, e lui stesso ha più volte apprezzato il mio operato e la mia passione verso gli italiani all’estero. Sai, per me le parole contano fino ad un certo punto. Se non sono poi seguite dai fatti restano solo parole. In questo caso i fatti parlano molto chiaro, so- prattutto ora che la brava e bella Benedetta Rinaldi, ha coronato il suo sogno di arrivare alla conduzione di un programma di punta su Rai Uno, lasciando la conduzione del programma “Community”, si era liberato uno spazio importante. Mi aspettavo di essere coinvolta nella nuova edizione per i meri- ti e l'esperienza acquisita nel tempo. Sono un personaggio collaudato e, dal grande riscontro del pubblico, rappresento per l'audience di Rai Italia una figura familiare, amata e di suc- cesso. Questo dovrebbe fare gola a qualsiasi direttore realmente interessato ad esaudire i telespettatori, invece da parte sua nei miei confronti c'e' stato, ripeto, silenzio totale
. CI SEI RIMASTA MALE? Più che male sono profondamente rattristata nel dover constatare che a volte la popolarità, non viene vista come un merito, come un qualcosa da valorizzare e sul quale puntare, bensì come un qualcosa di fastidioso. Questo purtroppo è un discorso tipicamente italiano, difficile da far capire a chi ha una mentalità americana come la vostra. Credo sempre di più che la mia personalità non sempre piaccia ai direttori o perlomeno, non a tutti. A Magliaro e Renzoni piaceva molto, a Badaloni e Corsini, a quanto sembra, no. Per alcuni sono più comodi gli “yes men”, anzi le “yes women”, ma io non lo sono mai stata e non lo sarò mai. Probabilmente sarà per questo che il pubblico mi ha ritenuto sempre simpatica e nel mio genere unica. Se devo dire una cosa la dico e lo faccio in modo diret-o. Mai alle spalle. La formalità spesso nasconde un’ipocrisia che non mi appartiene.
E ORA, COLUMBUS DAY A PARTE, COSA FARAI? In questo anno e mezzo, da quando non sono più in tv, ho incontrato molte comunità italiane in giro per il mondo poichè ritengo sia importantissimo per chi come me oltre che condurre, scrive format televisivi, incontrare il pubblico, ascoltare i loro punti di vista, suggerimenti e soprattutto critiche. Solo così si può creare veramente programmi di successo cuciti su misura per chi vive lontano dall'Italia. Sono stata recentemente in Australia, Repubblica Dominicana e Argentina. Ho parlato con mi- gliaia di telespettatori e si sta delineando sempre più chiaro dentro di me l’idea del programma televisivo che desidero condurre. Nel frattempo continuerò ad avere un contatto diretto con tanti italiani nel mondo attraverso altri incontri e conferenze in vari paesi. Poi per mantenere allenata anche la mia parte creativa ho realizzato un format televisivo amatoriale in giro per il mondo, che a breve lancerò sul canale youtube. I social media sono stati per me sempre molto utili nell’avere una visibilità durante i periodi di pausa televisiva.
PREVEDI UN TUO RITOR- NO A RAI ITALIA? Nella vita non bisogna mai arrendersi e io per indole non mollo mai. Sono super positiva, sempre! Rai Italia è e resterà sempre la mia casa, la mia famiglia. Ho assistito all’avvicendarsi di quattro direttori e di certo non è finita qui. In questi anni ho allenato la pazienza che come dice- vano gli antichi è la virtù dei forti. In primavera in Italia finalmente andremo a votare e di conseguenza ci saranno una serie di cambi anche per quanto riguarda i vertici della Rai.Risultati elettorali a parte, nulla è per sempre. La ruota gira e quindi prima o poi arriverà un nuovo direttore anche a Rai Italia, che sono certa, ascolterà con interesse le mie proposte. “Se son rose fioriranno” e io amo i fiori, soprattutto le rose che solitamente fioriscono a maggio!
















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