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Referendum voucher/La Consulta lo dichiara inammissibile

  • 28 gen 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


Rivisto l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. La Cgil non ci sta

ROMA. Il referendum avanzato dalla Cgil sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, come rivisto dal Jobs act, aveva "carattere propositivo" e non meramente abrogativo, come la Costituzione vuole, e, per questo, ma non solo, è stato dichiarato inammissibile. Così la Consulta spiega le ragioni della decisione presa poco più di due settimane fa. Motivazioni che però "non ci convincono", ribatte il sindacato, che già ha fatto sapere di volere fare ricorso in Ue. La Corte dà conto anche del sì al quesito sui voucher, spiegando che nulla c'era da eccepire e smontando anche la difesa laddove chiedeva di salvare i buoni lavoro perché altrimenti il lavoro occasionale non avrebbe più avuto una regolazione. Per i giudici costituzionali l'argomentazione non regge perché nei voucher così come sono oggi "viene a mancare qualsiasi riferimento alla occasionalità della prestazione". Un'indicazione chiara quindi, alla vigilia delle annunciate modifiche allo strumento. Il Governo, dopo la pronuncia di ammissibilità sui ticket ha chiarito di voler in- tervenire, anticipando il referendum, che mette in ballo la loro eliminazione tour court. Consultazione che,calendario alla mano, a meno di elezioni anticipate, dovrebbe tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno. Lo stesso vale anche per l'abrogazione dei limiti alla responsabilità solidale in materia di appalti. Al quesito, sempre promosso dal sindacato di Corso d'Italia, la Corte ha dato il suo via libera, nonostante sia stato fatto ricorso alla cosiddetta tecnica del "ritaglio". Meccanismo che invece non è stato giudicato neutro nel passaggio sull'art.18, determinando l'inammissibilità del referendum per la reintroduzione dei limiti ai licenziamenti senza giusta causa, ripristinando la reintegra del lavoratore prevista per le aziende con più di 15 dipendenti ed estendendola a tutte quelle con più di 5 addetti. Per la Consulta, infatti, il quesito sull'art.18 "manipola il testo vigente". Ma non è questa la sola ragione, secondo la Corte si peccava anche in "univocità e di omogeneità". Nulla da dire invece sul referendum relativo ai voucher. Piuttosto, rileva come, "la originaria disciplina del lavoro accessorio", abbia "modificato la sua funzione di strumento destinato, per le sue caratteristiche, a corrispondere ad esigenze marginali e residuali del mercato del lavoro". Un punto di partenza questo per la nuova regolazione.


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