Renzi chiede “shock fiscale”
- Redazione
- 6 ott 2019
- Tempo di lettura: 3 min
GOVERNO/IL LEADER DI ITALIA VIVA LANCIA LA SFIDA IN VISTA DELLA MANOVRA

di Serenella Mattera
ROMA. Non un “mini taglio” del cuneo ma uno “shock fiscale” sull’Irpef nel 2021: con questa proposta il partito di Matteo Renzi rilancia la sua battaglia in vista della manovra. Mancano due settimane al varo del testo, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra il 15 e il 20 ottobre. Ma ancora mancano all’appello circa cinque miliardi di risorse. Anche perché sulle misure e come finanziarle si è aperta una battaglia tutta interna al governo. Da Palazzo Chigi arriva un appello a un “confronto leale”. Ma tra gli alleati promettono di crescere ancora timori e tensioni. Il Pd sulle tasse sul lavoro non intende fare passi indietro. E spunta anche l’ipotesi di rendere più corposa la manovra per rendere subito più incisivo il taglio del cuneo. Come? Si studiano tagli alla spesa, risorse da giochi e sigarette, ma c’è chi ipotizza anche di trattare con l’Ue per portare il deficit dal 2,2% al 2,3%. Bruxelles non ha ancora esaminato le proposte italiane: lo farà a fine mese e di sicuro, come rimarca Carlo Cottarelli, non passerà inosservato il dato del debito. Ma sono le liti interne a impensierire di più. “Oltre questo governo c’è solo il voto”, avverte David Sassoli, invitando alla responsabilità. Le fughe in avanti di Matteo Renzi mettono a rischio il governo, avverte il premier Giuseppe Conte in un colloquio con tre quotidiani. Tra i due sembra calato il gelo, non risultano contatti. Ma da Palazzo Chigi sottolineano che non c’è volontà di “alimentare scontri: Conte pensa solo a lavorare per il bene del Paese”, rimarcano. “L’importante è che tutti accettino che le proposte siano veicolate nei vertici governativi tramite i rappresentanti delle forze politiche e che ci sia piena disponibilità a partecipare lealmente. Ci si confronta, ci si rispetta e si trovano le migliori soluzioni senza alimentare sui giornali e tv partite solitarie o autoreferenziali”. Ma è proprio l’accusa di fare fughe in avanti per conquistare visibilità e voti (la rilancia dal M5s Carla Ruocco) a non andare giù a Renzi. Le parole di Conte vengono lette dentro Italia viva come un “inspiegabile agguato a freddo”: “L’ultimo dei nostri pensieri è mettere in crisi il governo - raccontano fonti qualificate - sull’aumento Iva ci avevano mostrato le simulazioni e noi abbiamo detto no”. Renzi parla via Facebook per assicurare di essere “contro l’aumento delle tasse, non contro il governo. Lanciamo proposte, troviamo coper- ture”, assicura. E Teresa Bellanova è ancora più esplicita: “Conte ha avuto un’esperienza traumatica con Salvini che dichiarava ogni giorno guerra a qualcuno ma non siamo di quella pasta”. “Conte non è sereno? Io lo sono molto”, dice la ministra Elena Bonetti, che promette di portare da 5 a 10 giorni il congedo dei papà. Sarebbe meglio se fosse Renzi a sedere al tavolo di governo, per farsi carico con gli alleati delle decisioni, dicono da M5s e Pd. “Sul cuneo fiscale si fa quello che si può con le risorse disponibili, se Renzi ne trova altre lo dica”, afferma Francesco Boccia. Mentre Luigi Marattin rilancia l’idea di spostare tutte le risorse sul 2021, per fare nel 2020 solo un intervento “massiccio” sulla fa- miglia e l’anno dopo tagliare l’Irpef. Non esiste, ribatte il Pd. Sugli oltre 1000 banchetti mobilitati nel weekend ci sono volantini che pongono in cima alle proposte il taglio del cu- neo, insieme agli asili nido e a un piano da un miliardo per la casa. “Nessuno ci fermerà”, scrive sui social Nicola Zingaretti festeggiando il successo di presenze e nuove tessere (2000 iscritti in più alle soglie del weekend). Renzi annuncia l’ingresso in Italia viva di una nuova senatrice ex Pd, Annamaria Parente: il gruppo ora è di 17. Ma i Dem replicano mobilitando le piazze e scommettendo che il partito dell’ex premier continuerà a “crescere solo nei palazzi"
















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