Riaperto il caso Magnitsky
- Redazione

- 20 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

MOSCA/IL GIALLO DELLA MORTE DEL COMMERCIALISTA LEGATO A WILLIAM BROWDER
MOSCA. Mosca “riscrive” la storia della morte di Sergei Magnitsky, il commercialista legato all’Hermitage Capital Management del magnate angloamericano William Browder, accusando proprio Browder di essere il mandante dell’omicidio. Non solo. Secondo la procura generale russa, Magnitsky - deceduto nel 2009 in cella dopo 11 mesi di custodia cautelare - sarebbe stato avvelenato con una sostanza “a base di alluminio” studiata tradizionalmente “in laboratori occidentali”, in particolare “in Stati Uniti, Francia e Italia”, ma mai “trattata in Russia”. Insomma, tutto un altro film. L’accusa, lanciata nel corso di una conferenza stampa, riavvolge la pellicola sino ad arrivare all’inizio della crisi nei rapporti fra Russia e Occidente. Magnitsky, stando al canone ufficiale, aveva scoperto una frode milionaria da parte di funzionari dell’Agenzia delle entrate russa e per questo era stato arrestato e infine era morto in circostanze sospette. Browder, imprenditore nato negli Usa che aveva fatto fortuna nella Russia degli anni Novanta, da sostenitore delle politiche di Vladimir Putin si è così trasformato in nemico giurato del Cremlino, tanto da spingere gli Usa ad approvare il famoso Magnitsky Act, nel 2012, la legge-madre di tutte le sanzioni americane e occidentali contro la Russia. Mosca, in realtà, ha sempre ribaltato tutto sottolineando che già nel 2007 era stata aperta un’indagine per evasione fiscale contro la fondazione di Browder, condannato poi più volte in Russia in contumacia per bancarotta fraudolenta e altri crimini finanziari - inserendolo nelle liste dei latitanti dell’Interpol. Ed è qui che la storia compie un altro passo avanti. La procura generale, infatti, ha accusato ieri Browder di “aver creato e di guidare” una rete internazionale criminale “in violazione della convenzione Onu sulla Criminalità organizzata Transnazionale”, circostanza che permetterebbe alla Russia di ottenerne l’estradizione anche in quei paesi “non firmatari di trattati bilaterali”. Il magnate americano, che ha preso la cittadinanza britannica, sarebbe poi coinvolto, sempre stando alle accuse di Mosca, nella morte di altri tre cittadini russi (Valeriy Kurochkin, Oktay Gasanov e Sergei Korobeinikov): la loro scomparsa era stata trattata al tempo come accidentale o naturale ma ora nuove analisi avrebbero evidenziato la presenza nei loro resti della misteriosa sostanza all’alluminio. Una trama intricatissima per arrivare a un punto ben preciso. “E’ altamente probabile che queste persone siano state eliminate perché avrebbero potuto incriminare Browder con le loro testimonianze”, dice una fonte della procura a RT usando l’espressione - “altamente probabile” - impiegata dal governo britannico per accusare Mosca di aver organizzato l’attentato chimico agli Skripal. Browder, dal canto suo, ha definito l’intera faccenda come “kafkiana”. “Oggi - ha scritto su Twitter - il governo olandese inviterà tutti gli Stati membri dell’Ue a l’Aia per proporre un Magnitsky Act europeo e il governo russo oggi mi accusa di aver assassinato Magnitsky...”. Browder lancia in tutto questo un altro avvertimento: “Putin sta cercando di mettere le mani sull’Interpol per raggiungere con i suoi tentacoli criminali tutti gli angoli del mondo”. L’Interpol deve effettivamente eleggere il suo nuovo presidente e il candidato russo, Alexander Prokopchuk, sarebbe in buona posizione. “Certo, lo sosteniamo”, ha commentato il Cremlino, negando che le nuove accuse rivolte a Browder abbiano “nulla a che fare” con il caso Skripal.
















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