Richard Gere a braccia aperte
- Redazione

- 10 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min
MIGRANTI/L’ATTORE SALE SULL’OPEN ARMS CON 121 MIGRANTI A BORDO: “NON SIETE SOLI”

ROMA. Per chiedere che i 121 migranti da 8 giorni bloccati a bordo della Open Arms al largo di Lampedusa possano finalmente sbar- care, scende in campo Richard Gere: l'Uffi- ciale gentiluomo è salito sulla nave della ong catalana per portare viveri e soprattutto lan- ciare un appello.
"La cosa più importante per queste per- sone è avere subito un porto sicuro, scen- dere a terra e iniziare la loro nuova vita. Non siete soli" dice circondato dai migranti soc- corsi ormai più di una settimana fa al largo della Libia. Parole alle quali il vicepremier e
ministro dell'Interno Matteo Salvini, tra un comizio bal- neare e il botta e risposta con gli ex alleati cinquestelle, ri- sponde a modo suo: "Speriamo che si abbronzi, che si trovi bene, non penso gli manchi nulla".
L'interprete di decine di film che hanno fatto la storia del cinema è arrivato a bor- do di prima mattina da Lampedusa, stringendo mani e abbracciando molti dei 121 migranti, tra cui 32 minori di cui due gemelli di 9 mesi. "Abbiamo un com- pagno speciale, un amico e soprattutto un attivista dei diritti umani" ha twittato la ong che è poi tornata a definire "inaccettabile" il fatto che "i diritti sanciti dalle convenzioni internazionali continuino ad essere sistema- ticamente violati". E su questo aspetto, ha chiesto "chiarimenti" anche il Garante dei detenuti, Mauro Palma, rivolgendosi al comandante generale della Guardia Costiera Giovanni Pettorino. Secondo il Garante, pro- prio il divieto d'ingresso in acque italiane fir- mato da Salvini e l'evacuazione di 3 donne effettuata giorni fa dalle motovedette italia- ne configurano un "ambito di competenza" dell'Italia. In sostanza, è il nostro paese a doversi fare carico dei migranti.
Parole che mandano su tutte le furie Salvini. "È andato oltre le sue competenze", di- cono, infatti, dal Viminale sottolineando che la nave è in acque internazionali e "non risul- tano prigionieri a bordo".
Dunque, la sua richiesta è "sorprendente" e, attacca il ministero, "serve a giustifica-
re la propria esistenza e il proprio stipendio". Nessun cambiamento di linea quindi, come conferma lo stesso Salvini: "credo che que- sti 121 abbiano tutto il diritto di essere sbar- cati a Ibiza o Formentera".
Un niet che il ministro ribadisce anche alla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterra- nee e Msf che ha soccorso a 60 miglia dalla Libia un gommone con 85 persone tra cui 4 bambini. "Sono pronto a firmare il divieto d'ingresso nelle acque italiane" dice Salvi- ni che poi scrive al collega norvegese, Pae- se di bandiera della nave.
"È necessario e urgente un vostro in- tervento affinché venga riconosciuto il coordinamento delle autorità norvegesi per l'approdo in un porto norvegese o di altro paese disponibile" scrive il titolare del Viminale. Ma nella giornata del ministro c'è spazio anche per uno scontro, l'ennesimo, con i giudici.
Il tribunale di Bologna ha respinto il ri- corso del Viminale contro l'ordinanza che aveva imposto al Comune di iscrivere al- l'anagrafe una donna richiedente asilo. "Dai giudici un'altra sentenza a favore degli im- migrati - dice il vicepremier - nonostante il ricorso del Ministero. Il prossimo governo dovrà fare una vera riforma della Giustizia, non viviamo in una 'repubblica giudiziaria'".
















Commenti