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Riforme per una ripresa strutturale

  • 25 ago 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

LA RICETTA DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA VISCO AL MEETING DI RIMINI: “INVESTIRE IN FORMAZIONE”


RIMINI. La ripresa non è strutturale e per farla diventare tale serve "prose- guire lungo la linea che è già in atto: cioè riforme e innovazione". E' chiaro il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sulla ricetta per uscire veramente dalla crisi e non acconten- tarsi di una ripresa congiunturale.

Ma al Meeting di Rimini interviene anche su tanti temi. Come quello dei migranti, sui quali è altrettanto chiaro, dicendo che sulla questione c'è "mol- ta retorica: c'è un problema umanitario, c'è un problema enorme come porta di accesso", ma in Italia vi è molta meno immigrazione che "resta, che poi vie- ne assorbita da altri Paesi europei, come la Germania".

Ma è ovvio che Visco guardi soprat- tutto all'economia, al sistema produtti- vo, ai modi per uscire veramente dalla crisi. Serve quindi anche investire sul- la formazione continua da parte del settore pubblico, privato e delle fami- glie, non dimenticando di rimuovere "i problemi di contesto per le imprese".

Non è il primo governatore a incon- trare il popolo di Cl, lo aveva già fatto Mario Draghi, ma l'accoglienza è calo- rosa, mista a curiosità. E lui non la tra- disce, dicendo alla platea che "la crisi nella quale si è trovata l'Italia negli ul- timi 10 anni è la più grave, più profon- da della sua storia, molto più grave della 'Grande Depressione', con effetti su finanze pubbliche e banche, ha por- tato disoccupazione e chiusura di molte imprese: ne stiamo uscendo con diffi- coltà, anche se ne stiamo uscendo".

E poi torna sul tema a lui caro, spie- gando che "l'uscita dalla crisi si incon- tra con le riforme, che non sono da considerare terminate: c'è molto fa fare". Tra "i problemi di contesto che ancora ci sono" il governatore della Banca d'Italia cita "i servizi per le im- prese, la capacità per le imprese di na- scere, crescere ma anche di chiudere quando è il caso di chiudere, senza poi dover pesare sull'economia" anche per "i loro rapporti con il sistema banca-

rio". Cioè fallire in Italia costa ancora trop- po, sia per le aziende sia per le banche che hanno prestato loro fondi e si trovano cre- diti per lo meno deteriorati.

In questa fase dell'economia che chia- ma a sfide globali "occorre investire da par- te di tutti, sui giovani ma non più soltanto sui banchi di scuola, piuttosto nel corso di tutta la vita, bisogna esercitare il pensiero critico: lavorare con gli altri, avere una curiosità intellettuale che mancava.

Questo è uno sforzo che riguarda la scuola e quindi riguarda la formazione, ri- guarda il settore pubblico, ma riguarda anche ciascuno di noi, il settore privato e le famiglie", aggiunge Visco, secondo il quale bisogna inventarsi anche soluzio- ni nuove. E in fretta.

"Ci siamo mossi in chiaro ritardo: ci sono nuove tecnologie, ci sono nuovi beni, nuovi materiali e bisogna essere capaci di usarli, di lavorare con questi nuovi beni e servizi, in organizzazioni di- verse", anche perché le previsioni sono chiare. "Siamo al 17 per cento di occupa- zione nel settore manifatturiero e tornare al 20 per cento è pura utopia", conclude il governatore della Banca d'Italia.


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