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“Risarciremo le ragazze” 



RUBY TER/L’ANNUNCIO DEI LEGALI DELLA SENATRICE DI FI MARIAROSARIA ROSSI

MILANO. Dall’ennesimo rinvio del processo milanese sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 27 imputati, mai di fatto iniziato ad un anno e mezzo di distanza dalla prima udienza del primo filone, è arrivato ieri anche un colpo di scena. Si è saputo, infatti, che i legali della senatrice di Forza Italia e stretta collaboratrice dell’ex premier, Mariarosaria Rossi, stanno trattando per risarcire le tre ragazze parti civili e testimoni chiave dell’accusa. Transazioni che, se andassero a buon fine, potrebbero avere effetti benefici anche per il leader di FI, perché le tre giovani potrebbero uscire dal dibattimento. E’ stato il presidente del collegio della settima penale, Marco Tremolada, a far uscire allo scoperto con una domanda sulle “trattative in corso” la difesa di Rossi, imputata per falsa testimonianza, mentre si discuteva di aggiornare anche stavolta il dibattimento con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari e i versamenti per milioni di euro dell’ex Cavaliere alle “olgettine” in cambio, secondo l’accusa, della loro reticenza sulle serate hard ad Arcore nei processi sul caso Ruby. L’avvocato Salvatore Pino, che difende la senatrice assieme al legale NadiaAlecci, ha chiarito ai giudici che “stiamo provando a trattare per il risarcimento” ad Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil. E mentre la difesa coi cronisti ha negato che la mossa della senatrice rispecchi, in realtà, la volontà dell’ex premier, il legale di Fadil, l’avvocato Paolo Sevesi, ha spiegato che “c’è una disponibilità generica da parte nostra, valuteremo, per il momento non c’è stata proposta alcuna cifra”. Al momento ai legali (tra le parti civili anche l’Avvocatura dello Stato per la Presidenza del Consiglio) non sarebbe stata formulata alcuna offerta e si sarebbe iniziato a discutere di transazioni da alcune decine di migliaia di euro ciascuna. Se le ragazze accettassero i risarcimenti, Rossi di sicuro avrebbe un’attenuante di un terzo sulla pena in caso di condanna. Le giovani, poi, potrebbero ritirare la costituzione di parte anche nei confronti degli altri imputati, Berlusconi compreso, e firmare un impegno per non rilasciare più interviste anche se, comunque, dovrebbero testimoniare nel processo. C’è da dire, inoltre, che le parti civili, e in particolare Fadil, nell’ultimo periodo sono state coloro che più hanno criticato i continui stop del dibattimento. “Sulle aule scrivono che la legge è uguale per tutti, ma non è così perché sono otto anni che siamo qui”, ha detto anche ieri Fadil. L’udienza è stata aggiornata al 14 novembre per consentire, da un lato, di chiudere le transazioni extraprocessuali e dall’altro di attendere la riunione con un’altra tranche arrivata da Torino e che vede imputati Berlusconi e Roberta Bonasia. Quando, poi, l’ex premier formalizzerà la sua annunciata candidatura alle Europee è probabile che si torni a discutere anche di legittimi impedimenti.


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