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Rissa in casa Ukip, sfiorato il dramma

  • 7 ott 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

TRASBURGO/COLPITO DA UN PUGNO, L’ASPIRANTE LEADER WOOLFE HA AVUTO UN COLLASSO ED È STATO RICOVERATO IN OSPEDALE


LONDRA. Tragedia sfiorata al Parlamento di Strasburgo dove la contesa per la successione a Nigel Farage fra gli euroscettici britannici dell'Ukip - lacerati da divisioni e diserzioni dopo il trionfo referendario sulla Brexit - è dege- nerata in rissa. A un passo dall'epilogo irreparabile. A rischiare la vita è stato Steven Woolfe, 49 anni compiuti giusto ieri e aspirante nuovo capo partito, tramortito da un pugno in pieno volto dopo una lite furibonda con un collega. Tutto si è consumato nel giro di una mezza giornata. Woolfe, accusato di aver allacciato nelle settimane scorse una trattativa poi abortita per passare armi e bagagli nel Partito Conservatore di Theresa May, è stato preso di mira durante una riunione del gruppo parlamentare dell'Ukip condotta a quanto pare nello stile di un pub. Finché non ha raccolto la sfida a un faccia a faccia del più esagitato dei suoi detrattori, il compagno di partito Mike Hookam, con cui si è ritro- vato fuori dalla porta ed è venuto alle mani. Non si sa chi abbia iniziato la scazzottata: di certo Woolfe ha incassato una sventola da ko e ha sbattuto la testa contro gli infissi d'una finestra. Sembrava finita lì, invece la grande paura doveva ancora arrivare. Tempo mezz'ora e il candidato leader ha cominciato a non avvertire più sensibilità a una parte del corpo, quindi si è accasciato bocconi come vittima di un collasso. Una scena sinistra, in un luogo tanto 'asettico', immortalata da una foto degna d'un fattaccio di cronaca nera. La corsa in ospedale è stata immediata, così come i controlli. I medici francesi hanno ipotizzato un'emorragia cerebrale, mentre spettava allo stesso Farage, appena tornato leader ad interim, dare un'imbarazzata comunicazione dell'accaduto con questo incipit: "Mi rincresce profondamente". C'è voluta un'altra oretta per il cessato allarme. Ed è stato Woolfe in persona a far sapere di essere cosciente e di sentirsi meglio: "Gli esami medici hanno escluso un'emorragia cerebrale, sono più sollevato, più felice e sorrido come sempre". La brutta avventura appare alla spalle. Quello che rimane di fronte, intemperanze a parte, sono invece i cocci dell'Ukip che stenta a trovare un'alternativa al dimissionario Farage e soprattutto una ragione sociale plausibile dopo che il referendum sull'Ue è stato vinto, ma del risultato si sono impossessati i Con- servatori al governo. Difficile del resto immaginare due persone più diverse fra loro di Woolfe, avvocato di Manche- ster e viso fotogenico del partito indicato da tempo quale "delfino naturale di Nigel"; e il 63enne Hookam, un omaccione cresciuto fra la working class dello Y orkshire, militare per 9 anni nei commando di Sua Maestà, noto per le scorribande nel campo profughi di Calais e legato a doppio filo con un altro ex pretedente leader: Bill Etheridge, portabandiera radicale di una cesura con l'era Farage in senso ancor più estremo e paladino dichiarato della pena di morte. Il sospetto di Hookam - che al momento non è stato denunciato - è che Woolfe, escluso dalla corsa alla leadership in estate grazie a un cavillo legale, ma tornato in pista adesso in virtù dell'improvvisa uscita di scena dopo sole tre settimane della neoeletta Diane James, voglia in fin dei conti normalizzare l' Ukip. E, chissà, dopo aver negoziato un trasloco personale in casa Tory, traghettarlo tutto intero nel "nuovo Partito" evocato da May: fra promesse di più giustizia sociale, meno liberismo, ma anche slogan da 'hard Brexit', linea dura sull'immigrazione e controverse ipotesi di 'quote' sui lavoratori stranieri.


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