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Ritratto intimo di un addio



LIBRI/ESCE L’OPERA POSTUMA DI SAM SHEPARD SULLA MALATTIA E LA FINE DELLA VITA

NEW YORK. Opere postume in libreria. Il narratore senza nome di “Spy of the First Person,” l’ultima opera del commediografo Sam Shepard, soffre di una malattia degenerativa che lo lascia immobile, sconnesso dal proprio corpo ma acutamente consapevole di tutto quello che lo circonda e del cammino a meandri del suo inconscio. Shepard è morto lo scorso luglio a 73 anni nella sua casa del Kentucky. Praticamente fino alla fine solo pochissime persone, tutte a lui vicine, tra cui la poetessa e cantante Patti Smith, era- no a conoscenza del fatto la Sla lo stava portando all’altro mondo. L’ ultimo libro, pubblicato questa settimana da Knopf, è stato scritto in pochi mesi: inizialmente a mano, su taccuini, e poi quando il commediografo non è più stato in grado di reggere la penna, dettando i suoi pensieri a un registratore. Il risultato non è un saggio, né è un romanzo, ma un ritratto intimo e senza filtri di un uomo arrivato al capolinea della vita che riflette sul suo passato e osserva stupefatto come il proprio corpo lo abbia tradito. Quello di Shepard non è il solo libro postumo in questi giorni in libreria: “River of Consciousness,” una raccolta di saggi di Oliver Sacks, a cui il neurologo di “L’uomo che ha scambiato sua moglie per un cappello” ha continuato a lavorare fino alla fine, contiene riflessioni sull’evoluzione della vita, la natura della creatività , il potere della memoria e l’esperienza della malattia. Shepard aveva dato precise le istruzioni alla famiglia su come e dove il libro doveva essere pubblicato. Anche la copertina, una immagine in bianco e nero della fotografa Graciela Iturbide di un vecchio che guarda in cielo un gruppo di uccelli, era stata scelta dall’autore, premio Pulitzer per “Buried Child” del 1978. La narrativa mischia passato e presente, come spesso accade nelle opere di Shepard: in un capitolo il narratore dice, rivolgendosi ai figli, che “ci sono cose che non sapete di me perché sino successe prima che nasceste”, e racconta di quando viveva in un edificio destinato alla demolizione a downtown Manhattan. Patti Smith, con cui Shepard aveva avuto una relazione negli anni settanta e che gli è poi rimasta vicina negli ultimi mesi, lo aveva aiutato a rivedere e rior- ganizzare il manoscritto dedicato, in controtendenza, al proprio autore: “I figli di Sam, Hannah, Walker e Jesse desiderano rendere omaggio alla vita e al lavoro di loro padre e al tremendo sforzo che ha compiuto per completare questo libro”.


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