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Roma affila le armi contro Parigi

  • 4 ago 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


TRA LE TANTE MANOVRE SULLA FRANCIA «GOLDEN POWER» E LO SCORPORO DELLA RETE TIM

ROMA. Ricorso alla golden power, ma anche il ritorno di voci sulle possibilità di uno scorporo della rete Tim. Corre lungo questi due binari, uno esplicito e l'altro più sotto traccia, l'affondo italiano nei confronti di Vivendi, finita nel tritacarne dello scontro tra Italia e Francia deflagrato con il caso Fincantieri-Stx. Sulla partita dei cantieri navali le diplomazie sono al lavoro per arrivare al vertice bilaterale Italia-Francia del 27 settembre con una proposta di lavoro concreta: il dossier è nelle mani di un team dedicato all'interno dell'azienda, che si confronta con l'Ape, l'Agence des Partecipations de l'Etat francese collocata all'interno del ministero dell'Economia, e tiene poi costantemente informato il governo e in particolare il Tesoro. Le condizioni per trovare un accordo, ha ripetuto ancora il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, esistono, ma il lavoro da fare è tanto per ricomporre il dissidio, considerando che l'idea delle 'due scatole’, il civile a Fincantieri e il militare a Naval Group, lascerebbe un po’ fredda la parte italiana. "È troppo presto per discutere di questi aspetti" ha detto a Sky il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ribadendo ancora una volta che "il 50 e 50 non sarà accettato". Lo stesso ministro, invece, è apparso più possibilista sulla separazione dell'infrastruttura fissa di Tim, di cui si discute da anni e tornata in auge anche dopo la mano tesa del presidente del gruppo telefonico, Arnaud De Puyfontaine, disponibile a una "discussione aperta": "Lo scorporo della rete dalla fornitura dei servizi - ha avvertito Padoan - è un discorso molto generale e noto: è una configurazione che aumenta l'efficienza e la competizione, va applicato dove possibile". In questa direzione spingono anche diversi fronti della politica: dopo le Commissioni Lavori Pubblici e Industria del Senato che hanno lavorato a una mozione per uno scorporo e successiva fusione con Open Fiber, oggi ne ha parlato anche Pier Luigi Ber-ani (Mdp), secondo cui il governo è stato "timido" ma "tutte le soluzioni che portassero ad avere un soggetto di rete, e non due, in questo paese sarebbe la cosa più logica. E non deve essere necessariamente una rete pubblica". La partita della rete si intreccia evidentemente con la complicata vicenda golden power e chissà che, alla fine, non si decida di accorpare i due dossier in un unico grande riassetto, con la rinuncia del governo ai poteri speciali 'in cambio’ dello scorporo a salvaguardia degli interessi nazionali. L'istruttoria sulla golden power, comunque, procede con velocità, visto che il primo incontro del gruppo di coordinamento di Palazzo Chigi è in programma già per oggi. La matassa è particolarmente ingarbugliata da un punto di vista giuridico, visto che non c'è una prassi consolidata sul tema e esiste sempre, dietro l'angolo, la possibilità di un ricorso al Tar, laddove si dovesse arrivare a una sanzione nei confronti di Tim o di Vivendi. La decisione, in ogni caso, dovrebbe arrivare entro la fine di agosto.


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