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Roma/La sicurezza e le strade in dissesto La ricetta del sindaco: addio ai sampietrini

  • 29 giu 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


ROMA. Il centro di Roma si prepara a dire addio ai sampietrini, i tipici "mattoncini" in selce che caratterizzano le strade della Capitale. La proposta è della sindaca, Virginia Raggi, ed è nata per tutelare la sicurezza dei cittadini ed evitare i sempre più frequenti danneggiamenti del manto stradale.

L'idea era stata lanciata anche nel 2014 dall'allora giunta di centrosinistra guidata da Ignazio Marino. All'epoca, però, l'assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Pucci, era intenzionato a sostituire i sampietrini barattandoli con imprese private in cambio di nuove opere in città, come il rifacimento del manto stradale.

Un progetto che rimase solo su carta, suscitando comunque le proteste delle associazioni e comitati di quartiere. Sembra invece intenzionata ad andare avanti la sindaca Raggi. "I sampietrini - spiega in un post su Facebook - sono un simbolo di Roma ma vogliamo valutare la possibilità di toglierli dalle vie ad alta percorrenza, per le quali i costi di manutenzione sono molto elevati e dove sono più frequenti i danneggiamenti del manto stradale. Vogliamo aprire un grande dibattito pubblico: per questo motivo ho scritto una lettera alla Sovrintendenza ai Beni culturali del Campidoglio e alla Soprintendenza statale".

Secondo il piano del Campidoglio, le prime strade che potrebbero essere interessate alla rimozione sono piazza Venezia, via IV Novembre, via Nazionale, via di San Gregorio, via dei Cerchi e viale Aventino; ma anche ad altri punti che si trovano al di fuori del perimetro del centro storico, come Porta Maggiore, via Crescenzio e viale Somalia. "I sampietrini caratterizzano le strade del centro storico e quindi sono parte integrante di un patrimonio unico al mondo", sottolinea ancora la prima cittadina, aggiungendo di volere aprire un tavolo con le Sovrintendenze per studiare "tempi e modalità per un eventuale eliminazione della

pavimentazione in sampietrini da alcune strade".

Le centenarie pietre in selce "rimarrebbero nei vicoli e nelle piazze del centro - rassicura la Raggi -, o verrebbero utilizzati nelle isole pedonali in periferia, anche in quelle che attualmente non prevedono tale tipo di pavimentazione. Questa operazione, ribadisco, consentirebbe di evitare costi elevati di manutenzione e di mantenere le strade in uno stato più adatto alla circolazione di auto e moto. Ma deve essere chiaro che il 'sercio', come lo chiamiamo a Roma, è uno dei simboli della città. E vogliamo che continui a impreziosire i suoi angoli più belli".


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