Russia, condannato Navalni
- 9 feb 2017
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E’ IL PIÙ AUTOREVOLE OPPOSITORE DI PUTIN, ORA LA SUA CANDIDATURA È A RISCHIO
MOSCA. Sentenza già scritta dal forte carattere politico, “fotocopia” della prima, come dice lui, oppure “semplice” caso giudiziario, come sostiene il Cremlino? Alexei Navalni, giovane quanto scomodo oppositore salito alla ribalta durante le proteste del 2011 per aver bollato “Russia Unita” di Vladimir Putin “il partito dei furfanti e dei ladri”, è stato condannato a cinque anni di carcere (con la condizionale) al processo-bis nel caso Kirovles. “Faròappello-hacommentato a caldo Navalni - e il verdetto verrà ribaltato, non mi impediranno di presentarmi alle elezioni del 2018”. Ovvero quelle che contano, quelle che portano al Cremlino. Il suo caso, ormai, ha assunto i caratteri dell’epopea e rischia di trasformarsi in un boomerang per i guru d’ingegneria politica che seguono Putin. Navalni, infatti, dopo aver riscosso i favori del pubblico russo - perlopiù giovane e perlopiù concentrato nelle grandi città - con la lotta alla corruzione portata avanti dal suo Fondo sin dal 2008, nel 2013 si presentò alle comunali di Mosca riscuotendo oltre il 25% dei consensi; non abbastanza per vincere, ma sufficiente a far suonare il campanello d’allarme - sostengono i liberali - all’interno dell’establishment fedele al presidente russo. Da allora Navalni è rimasto invischiato in una serie di processi, il più grave dei quali lo ha trovato appunto colpevole, nel 2013, di appropriazione indebita di 500miladollari ai danni della Kirovles, società pubblica di legname, mentre lavorava come consulente per il governatore della regione di Kirov, Nikita Belykh - arrestato lo scorso anno con l’accusa di corruzione in circostanze quantomeno sospette. A Navalni venne applicata la condizionale ma il verdetto, nodo cruciale, gli ha impedito di partecipare ad altre elezioni in quanto la Costituzione russa vieta aipregiudicatipercriminigravidican- didarsi. LaCorteEuropeadeiDirittiUmani nel 2016 ha però stabilito che Navalni non godette di “giusto processo” e la Corte Suprema russa ha ordinato un nuovo giudizio. E così si arriva alla condanna di ieri: stessa spiaggia stesso mare. Navalni, mentre era in corso la lettura della sentenza, ha postato su Twitter porzioni del testo per mostrare come i due verdetti fossero identici, persino “nei refusi”. L’oppositore ha dunque promesso di fare “ricorso” finanche alla Corte Costituzionale: “Secondo la Costituzione ho pieno diritto a partecipare alle elezioni e lo farò”, ha detto in aula. I legali dell’ oppositore sostengono che esista una“contraddizione legale”, poiché la carta fondamentale russa vieta ai cittadini di essere eletti se stanno scontando la pena “in carcere”, non se sono stati condannati “con pesa sospesa”. Un cavillo, forse, che lascia però (in teoria) qualche margine di manovra a Navalni, impegnato in queste settimane ad aprire 77 comitati elettorali in altrettante città russe. Il blogger, insomma, non ha intenzione di mollare e la saga giudiziaria probabilmente continuerà ancora.Tantochealcunicommentatori si domandano se a Putin - che non ha ancora formalizzato l’ennesima discesa in campo - non converrebbe in realtà misurarsi con un avversario “vero” come Navalni. La teoria è che, visti gli indici di gradimento, vincerebbe comunque. Ma di questi tempi, vai a fidarti dei sondaggi.
















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