Russia e Turchia: basta bombe
- Redazione

- 29 dic 2016
- Tempo di lettura: 2 min
SIRIA/ANKARA OTTIMISTA PER UN «CESSATE IL FUOCO» IMMEDIATO, MA MOSCA È PRUDENTE

BEIRUT. Un accordo che potrebbe portare ad un cessate il fuoco in Siria già nei prossimi giorni: è l'ipotesi a cui stanno lavorando febbrilmente la Turchia e la Russia in queste ore, secondo fonti governative ad Ankara. Anche se Mosca si mostra più prudente e dal governo di Damasco e dalle opposizioni non si registrano commenti. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, citato dalla Bbc, ha detto che è stata raggiunta un'intesa non solo per fare cessare i combattimenti in tutta la Siria, anche per una soluzione del conflitto che da oltre cinque anni e mezzo sconvolge il Paese. Le condizioni, tuttavia, devono essere sottoposte alle parti in guerra, e nessuno può prevedere quanto tempo ci vorrà per la loro applicazione.turca Anadolu era arrivata addirittura a prevedere un cessate il fuoco dalla mezzanotte. Al che il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva detto di non saperne nulla, limitandosi a sottolineare che i negoziatori russi rimanevano "costantemente in contatto con i loro colleghi turchi" in vista di possibili trattative tra governo e opposizioni ad Astana, in Kazakistan. Ma nè la Russia nè la Turchia, che nelle scorse settimane avevano sottoscritto l'accordo per l'evacuazione dei ribelli e dei civili da Aleppo, fanno previsioni su quando potrebbero svolgersi tali negoziati. Secondo l'Anadolu, il cessate il fuoco dovrebbe escludere tutti "i gruppi terroristici". Ma è chiaro che proprio l'individuazione delle formazioni armate - che dovrebbero essere definite tali - sarà uno dei nodi più difficili da sciogliere. A parte l'Isis e i qaedisti del Fronte al Nusra - che recentemente ha cambiato il proprio nome in Fronte Fatah Al Sham - sul terreno sono presenti diversi altri raggruppamenti fondamentalisti. La Turchia, inoltre, considera terroriste anche le milizie curde dell'Ypg, sostenute dagli Usa, che controllano vasti territori nel nord e combattono contro l'Isis. Mosca, intanto, ha detto che la sua ambasciata a Damasco è stata presa di mira da due colpi di mortaio. Uno degli obici è caduto fuori dal complesso della sede diplomatica, l'altro, rimasto inesploso, nel cortile. Il ministero degli Esteri russo ha affermato che autori dell'attacco sono "estremisti" che si oppongono ad una soluzione pacifica del conflitto. Combattimenti e bombardamenti sono segnalati nel frattempo in diverse regioni della S ria, tra cui la provincia di Aleppo, quelle di Hama, di Idlib, quella di Daraa nel sud e alle porte di Damasco, dove, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), un uomo è morto e altre 15 persone sono rimaste ferite in raid aerei governativi sulla cittadina di Duma, in mano agli insorti. La stessa ong riferisce che 22 persone, tra le quali 17 appartenenti a due famiglie - compresi 10 minori - sono state uccise in bombardamenti compiuti da aerei non identificati su un'area del nord- est del Paese controllata dall'Isis. Secondo la fonte, i bombardamenti sono avvenuti sul villaggio di Al Hajna, nella provincia di Deyr az Zor.
















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