Saleh cade sotto i colpi di mortaio
- Redazione

- 5 dic 2017
- Tempo di lettura: 3 min
YEMEN/L’EX LEADER UCCISO DAGLI INSORTI SCIITI FILO-IRANIANI MENTRE CERCAVA DI FUGGIRE

BEIRUT. Senza esclusioni di colpi si combatte la guerra in Yemen e nella regione tra paesi arabi del Golfo e l'Iran: lo dimostra l'uccisione dell'ex presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, che per più di trent'anni era rimasto ai vertici di uno dei poteri più lon- gevi della regione in un Paese lacerato da guerre e carestie, e che fino a poche ore fa sembrava esser uscito illeso dall'ennesimo voltafaccia.
Gli insorti Huthi, vicini all'Iran e con cui Saleh si era alleato fino a quando non li aveva abbandonati sabato scorso, hanno annunciato l'uccisione dell'ex raìs colpevole di "tradimento". Nelle ore che sono seguite all'annuncio, in tutta la capitale sono im- perversati scontri tra miliziani Huthi e i seguaci di Saleh.
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha "invitato tutte le parti in conflitto a cessare le aggressioni" e ha "chiesto loro di rispettare gli obblighi previsti dal diritto umanitario". Sabato scorso Saleh aveva annunciato la fine dell'alleanza con gli Huthi e si era preparato a unirsi alla Coalizione. L'Arabia Saudita, paese tradizionalmente egemone in Yemen, aveva sostenuto il regime di Saleh a lungo durante i 33 anni della sua pre- sidenza, dal 1978 al 2012. Il raìs era stato poi deposto all'indomani delle rivolta popolare nel contesto delle proteste arabe nel 2011.
Le circostanze della morte di Saleh sono ancora poco chiare. Secondo alcune fonti, il suo convoglio è stato intercettato a sud della capitale mentre l'ex presidente fuggiva verso il distretto di Sinhan, dove si trova la sua località natale. Alcuni colpi di mortaio avrebbero costretto il convoglio a fermarsi, Saleh sarebbe stato ucciso a freddo da colpi di arma da fuoco spa- rati da miliziani appostati nei paraggi.
Le immagini dell'auto 4x4 sulla quale viaggiava l'ex raìs dimostrano che non vi sono state esplosioni attorno all'auto, quasi illesa e con tracce di soli due colpi di arma da fuoco sul finestrino sinistro posteriore. Secondo altri resoconti, Saleh era diretto invece verso il distretto orientale di Marib, dove si sarebbe nascosto in attesa di fuggire in Arabia Saudita.
In questo caso, affermano le fonti, il convoglio di auto che accompagnavano Saleh sarebbe stato fermato e l'ex presidente catturato, prima di essere ucciso con colpi di arma da fuoco alla testa in un luogo non precisato. Poco dopo l'annuncio dell'uccisio-ne di Saleh sui media iraniani è circolato un video amatoriale, che mostra una scena concitata in cui alcuni uomini appoggiano su una barella il cadavere di Saleh, con evidenti ferite al capo ma con gli occhi ancora spalancati e senza vita. Immagini simili a quelle che circolarono sulla morte di Gheddafi. La mattinata era cominciata con intensi bombardamenti della Coalizione a guida saudita contro postazioni Huthi su Sanaa. Una mossa forse decisa proprio per consentire a Saleh di fuggire dalla sua roccaforte nella capitale yemenita. Ma gli insorti filo-iraniani hanno preso il sopravvento e hanno circon- dato le abitazioni e gli edifici dei familiari e dei seguaci di Saleh nel quartiere meridionale di Sanaa. E in serata il leader degli insorti, Abdelmalek Huthi, è apparso in tv rivendicando la responsabilità dell'uccisione di Saleh, descritto come "il capo dei traditori". "Abbiamo fatto fallire il complotto in meno di tre giorni", ha detto Huthi, in riferimento al discorso in cui Saleh sabato scorso aveva annunciato di voler abbandonare gli Huthi. "Lo avevamo avvertito più volte", ha detto il leader degli insorti. Sotto controllo governativo Sotto controllo ribelli Houti Al Qaeda e tribù alleate ARABIA SAUDITA Saada Al Hazm Hajja YEMEN Marib SANAA Dhamar Ibb Taiz Altre fonti riferiscono dell'uccisione
















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