Salini, conto alla rovescia per la diga più alta del mondo
- Redazione

- 17 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Avviata la prima turbina dell’impianto in Tagistikan. Progetto da 3,9 mld di dollari
ROGUN (Tagikistan). Il Tagikistan punta sulla sua grande capacità idroelettrica come leva per spingere l'economia del Paese, uno dei più poveri dell'Asia centrale, e l'avvio ieri della prima turbina dell'impianto di Rogun HPP rappresenta un passo importante per raggiungere questo obiettivo. Il maxiprogetto vale 3,9 m liardi di dollari e a Salini Impregilo è stato affidato il lotto da 1,9 miliardi per la realizzazione della diga sul fiume Vakesh che raccoglie un ampio bacino delle acque provenienti dai ghiacciai del Pamir e che una volta completata sarà la più alta del mondo con i suoi 335 metri di altezza e una capacità di generazione di energia di 3.600 megawatt, pari a tre reattori nucleari. La diga sarà inoltre quella costruita all'altitudine più elevata al mondo, sfiorerà i 1.300 metri sul livello del mare superando il record oggi detenuto dalla Diga di Nurek, sempre nel Tagikistan. A Salini Impregilo sono af- fidati anche i principali lavori civili connessi. Nel progetto sono coinvolti complessivamente 25 mila lavoratori (3.600 in contemporanea). Una volta terminato il "Rogun Hydropower Project" in pratica raddoppierà la capacità energetica del Tagikistan, che ora con i suoi circa 8,7 milioni di abitanti ha un tasso di povertà assoluta vicino al 30% ed un Pil costituito al 20-25% dalle ri- messe degli emigranti, permettendo al Paese di diventare il riferimento regionale per il settore con l'esportazione in Afghanistan e Pakistan e negli altri paesi confinanti. Nei mesi scorsi nel Paese è stato avviato anche un progetto per il potenziamento della rete elettrica che collega Tagikistan e Pakistan. I lavori avviati nel 2016 termineranno nel 2028 ma l'avvio delle prime turbine, la seconda partirà entro il 2019, permetterà di sfruttare il principio della early generation: la generazione di energia prima del completamento dell'opera che permetterà di finanziare il lavoro esportando nei paesi vicini. Il progetto di Rogun nasce in epoca sovietica, l'idea è del 1959 e i primi lavori di una diga originaria vennero avviati nel 1976 ma poi abbandonati nel 1993 in seguito anche ad un'alluvione, per le complessità tecniche. Il progetto di Salini Impregilo, grazie anche alla deviazione del fiume con un 'cofferdam' ha permesso di incanalare le acque in due tunnel di deviazione posti su un lato della valle, assicurando così che le fondamenta della diga rimanessero asciutte. Più di recente a frenare la realizzazione dell'opera anche i rapporti con il vicino Uzbekistan grande produttore di cotone e preoccupato per la deviazione delle acque: una disputa ora risolta grazie a un accordo tra i due paesi. L'avvio della prima turbina è avvenuto durante una cerimonia alla presenza del presidente tagiko all'interno della centrale elettrica, in presenza di rappresentanti del governo e di membri delle istituzioni internazionali tra i quali Cyril Muller, vice Presidente Regionale per l'Europa e l'Asia Centrale della Banca Mondiale, Manlio Di Stefano sottosegretario dello Stato Italiano agli Affari Esteri e Pietro Salini, a.d. di Salini Impregilo.
















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