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Saluto augurale in musica



NEW YORK/CON IL CONCERTO NATALIZIO SI È CHIUSO IL PRIMO ANNO DI ITALYTIME

NEW YORK. Il concerto “Celebrating Christmas Songs” del 16 dicembre ha chiuso le molteplici attività presentate da Italytime in questo 2017 che volge al termine, con particolare attenzione al poco più di un anno di vita del Centro Culturale Italiano fondato in Carmine Street, all’interno dell’Our Lady of Pompeii Theater. L’orchestra formata da Robin Kevin Daniel Grasso, Wallace Stelzer, Rivelino Quiroz e JinJoo Yoo, con l’aggiunta del violinista spagnolo Juan Cabalar, ha offerto un repertorio inedito di alcuni classici canti di Natale riadattati in versione jazz. Il pubblico ha applaudito ed ha abbracciato con calore l’intenzione artistica e l’originalità di arrangiamento dei brani. Ma il programma immediato di italytime ruota attorno alla rappresentazione di tre testi inediti su Pinoc- chio, su cui ha lavorato Dacia Maraini, una delle firme più prestigiose della letteratura contemporanea italiana. Maraini sarà a New York il primo marzo per presenziare alla prima dello spettacolo, dal titolo “Tre Occhi su Pinocchio”. “Si tratta di un impegno organizzativo ed artistico molto gravoso per le nostre spalle” - svela Vittorio Capotorto, che è sempre giusto ricordare essere fondatore e direttore artistico di italytime - “abbiamo dovuto spiegarlo agli spettatori del concerto nel presentare la lotteria con cui abbiamo raccolto fondi per quell’evento. In questo caso la Fossil ha offerto un orologio Armani vinto da una nostra affezionata spettatrice, Rosa Bartolomeo. Il pubblico sa di far parte di uno sforzo continuo, quello di un nuovo e grande teatro off-off Broadway che ha bisogno di risorse, sia pure non straordinarie, per funzionare. È un pubblico che ama l’Italia e quindi la cultura italiana, ed è un pubblico che ha risposto”. Con l’introduzione dell’attività concertistica, la proiezione di tanti film italiani (chiaramente sottotitolati), la promozione delle serate “Meet the Author”, i reading in italiano ed inglese, le jam sessions, italytime dalla fine dello scorso anno ha decisamente ampliato l’esclusiva produzione teatrale, arrivando oggi ad una svolta di non pconto. “La comunità italiana - continua Capotorto - ha relativamente bisogno di un centro culturale italiano, con un teatro come nel nostro caso, in cui promuovere l’italianità tra il pubblico americano, che d’Italia è ghiotto. Molti dipartimenti italiani delle università del TriState svolgono solo un compito intellettuale ed accademico, mentre le Istituzioni italiane sono vincolate da un’atavica carenza di fondi. La realtà mostra quindi che l’offerta di cultura italiana, nella sua più vasta accezione, è modesta. In questa non possiamo certo includere quanto faccia il Metropolitan Opera, che ad ogni stagione ha l’obbligo di fornire un certo numero di titoli, come Aida e Trovatore, per la sua audience più tradizionale. Noi, come italytime, cerchiamo di seguire una strada diversa, ma non è facile. E non mi riferisco solo alla carenza di fondi, ma al sistema promozionale ed organizzativo che occorre per attirare l’attenzione dell’audience. Una stagione che ha offerto tante attivita’, ma con una risposta di pubblico interessante, ma non all’altezza della capienza della nostra struttura e della sua collocazione in un’area centralissima di Manhattan, dimostra quanto grande sia l’amore che italytime ha per la cultura italiana. Si potrebbe fare molto di più, o tornare al nulla. Ebbene noi continueremo a seminare e lottare, giorno dopo giorno, contro questo nulla, con la certezza che il pubblico ed i sostenitori a noi vicini aumenteranno progressivamente”.


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