Salvini, guardie contro ladri
- 15 giu 2018
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GENOVA/IL MINISTRO VISITA OGGI L’AGENTE FERITO. L’AUTOPSIA SU TOMALÀ: UCCISO CON PIÙ DI 6 COLPI

GENOVA. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini sarà oggi a Genova per fare visita all'agente ferito domenica scorsa da Jefferson Tomalà, il ragazzo di origini ecuadoriane di 20 anni ucciso in casa nel corso di una breve colluttazione da un altro poliziotto.
Il capo del Viminale incontrerà anche quest'ultimo per esprimergli tutta la sua vicinanza, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati. "Mi dicono sia un atto dovuto - ha detto Salvini nel suo intervento alla cerimonia di chiusura dell'anno accademico della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia - ma è fondamentale che chiunque indossi la divisa sappia che il Paese è con lui. Se devo scegliere io so da che parte stare, da quella della divisa. Da bambino giocavo sempre a guardie e ladri, a volte vincevo, a volte perdevo, ma sapevo sempre da che parte stare".
Il leader della Lega sarà prima all'ospedale San Martino, nel reparto di specialità dove è ricoverato l'agente ferito, e poi in Prefettura dove incontrerà l'altro poliziotto. Intorno alle 11 (ore italiane), Rifondazione comunista ha organizzato un presidio contro "le politiche xenofobe di Salvini, la flat tax fatta su misura per i ricchi e contro la gestione repressiva delle forze dell'ordine".
Intanto, le indagini della squadra mobile, coordinate dal sostituto procuratore Walter Cotugno, proseguono per chiarire con precisione la dinamica di quanto accaduto oggi pomeriggio.
Oggi, il medico legale Luca Tajana eseguirà l'autopsia dalla quale emergerà il numero esatto dei colpi sparati e da che traiettoria. Mercoledì pomeriggio è stata fatta la tac al corpo: secondo i primi risultati i proiettili che hanno raggiunto Tomalà potrebbero essere stati più di sei. Dopo l'autopsia il pm potrebbe interrogare l'agente che ha sparato.
Le volanti erano intervenute domenica pomeriggio dopo la telefonata della mamma del ragazzo. La donna chiedeva aiuto e l'invio di una ambulanza e di un medico perché il figlio era armato e si stava facendo del male,
dopo una lite con la compagna. Era stato deciso un trattamento sanitario obbligatorio, ma prima di fare intervenire il medico per sedarlo era necessario disarmarlo. Gli agenti erano entrati nella stanza in cui si trovava e avevano provato a convincerlo a posare il coltello. I poliziotti, non ottenendo il risultato sperato, avevano deciso di provare con lo spray al peperoncino ma Tomalà li aveva aggrediti ferendo il poliziotto. A quel punto, l'agente più giovane aveva sparato per difendere il collega.
















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