top of page

Sarraj: sarà un’invasione

IL PREMIER AFRICANO AVVERTE: IN 800MILA VERSO L’ITALIA



ROMA. “Ottocentomila migranti pronti a invadere l’Italia e l’Europa”. E’ un allarme esplosivo quello che, da Tripoli, arriva da Fayez Sarraj. Il premier del governo di accordo di unità nazionale “europeizza” la crisi che sta mettendo a ferro e fuoco la Libia fotografando la conseguenze potenzialmente più drammatiche per un’Ue che, sul dossier flussi, si è già rivelata atomizzata.

Sarraj, nel giorno in cui il premier Giuseppe Conte vede il suo vice, Ahmed Maitig, e uno degli esponenti di spicco del principale alleato di Tripoli nel Golfo, il Qatar, fa anche un appello alla comunità internazionale: “Fate presto, il generale Khalifa Haftar ha tradito”.

Le parole di Sarraj arrivano in un giorno in qualche modo segnato dal governo libico riconosciuto dall’Onu, sia in Libia, dove sembra che le forze dell’Lna guidate da Haftar perdano terreno, sia in Italia, dove Conte, pur rimarcando la “neutralità” del governo rispetto alle parti libiche, prende per la prima volta nettamente le distanze dall’offensiva dell’uomo forte della Cirenaica.

“Auspichiamo un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze dell’Lna”, sottolinea il premier dopo aver visto il vicepremier e ministro degli Esteri qatarino Mohammed Al Thani. E Conte non risparmia una stoccata a chi, fuori dalla Libia, sostiene, anche finanziariamente l’offensiva di Haftar.

“Chi pensava che un’opzione militare potesse favorire una soluzione alla stabilità della Libia, viene smentito. Il dialogo politico si rivela ancora una volta l’unica opzione sostenibile”, scandisce il capo del governo italiano. Conte non fa riferimento diretto ad alcun Paese ma le sue parole giungono

dopo giorni di indiscrezioni sul supporto della Francia all’azione militare dell’Lna e sul sostegno, in decine di migliaia di dollari, dell’Arabia Saudita ad Haftar. Tutte azioni alle quali Palazzo Chigi oppone la linea di una soluzione politica.

“Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe preannunciarsi devastante non solo per le ricadute sull’Italia e dell’Ue ma nell’interesse delle stesse popolazioni libiche”, afferma Conte rimarcando un asse con gli Usa sulla necessità di una soluzione politica e mantenendo ferma la sua “regia” sul dossier libico.

Non a caso il premier vede Maitig a Palazzo Chigi per circa un’ora affiancato solo dai suoi più stretti consiglieri mentre il vicepremier libico - che nel pomeriggio incontra anche il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi - stamattina vedrà il

vicepremier leghista Matteo Salvini, che sulla Libia sembra quasi seguire una “sua” linea autonoma - focalizzata innanzitutto sulla possibile emergenza migranti - dai toni molto duri nei confronti della Francia.

“Qualcuno sta giocando sul fuoco, sta giocando alla guerra; e non è mai una buona soluzione quando si gioca alla guerra. Spero che le potenze occidentali abbiano capito la lezione del passato”, è l’attacco del leader leghista. Ben diversa la posizione di Antonio Tajani. “Italia e Francia chiudano la stagione del braccio di ferro e arrivino ad una soluzione”, è l’appello del presidente del Parlamento europee.

Commenti


bottom of page