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Schulz sposta l’SPD a sinistra

  • 21 feb 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


SCACCO ALL’AGENDA 2010. “CORREGGERÒ LA RIFORMA DEL LAVORO, STOP AL PRECARIATO IMMOTIVATO”

BERLINO. Si chiama Agenda 2010, e da anni è il “biglietto da visita” della locomotiva tedesca. Quella Germania che ha fatto i suoi “compiti a casa”, riformando il mondo del lavoro con misure anche impopolari, e ha affrontato le crisi con la mano sinistra. Postilla: la riforma l’ha realizzata il socialde mocratico Gerhard Schroeder, che ci ha perso le elezioni. Ora il leader dell’SPD Martin Schulz, che sfida Angela Merkel “per diventare cancelliere”, annuncia il dietro- front. “Anche noi abbiamo fatto degli errori - ha detto ieri a Bielefeld - l’importante è riconoscerli e correggerli”. E le riforme di Schroeder vanno corrette: meno lavoro precario e più tutele, la ricetta dell’ex presidente del Parlamento Ue, arrivato al timone del partito per un calcolo di Sigmar Gabriel sui consensi, e dopo il suo eclatante generoso passo indietro. Nel Paese che ha tassi di occupazione record, un nuovo lavoro su due è basato su un contratto a tempo determinato, ha ricordato. “E noi aboliremo dalle relazioni di lavoro i contratti a tempo determinato immotivati”, è la promessa. Perché il lavoro è malpagato e insicuro. Non poco, e comunque non è tutto. La rivoluzione Schulz attaccherà le riforme del lavoro al cuore, prevedendo un prolungamento dei sussidi per la disoccupazione: oggi chi è sotto i 50 li riceve per 12 mesi, chi è sopra per 15. Poi scatta il famoso regime Hartz IV. Un’impostazione che intende motivare chi è in grado di lavorare a cercare una nuova occupazione attivamente. Schulz cambierà le regole, anche se non ha ancora detto di quanto sarà prolungato il diritto al sussidio. Alla giornata dei lavoratori di Bielefeld, ha poi ribadito che l’istruzione deve essere gratuita “dall’asilo all’università”, perché oggi “l’ascesa sociale in Germania è diventata più difficile”, secondo il candidato premier dei socialdem. E ci vuole più tempo per la cura degli anziani, ha aggiunto, descrivendo il futuro dei giovani tedeschi come una vita oberata di impegni, dal lavoro, ai figli, ai propri genitori anziani: è la politica a dover rendere sostenibile l’esistenza dei nostri figli, è il ragionamento. Anche la digitalizzazione, citata ogni giorno da Angela Merkel, va gestita. “Offre chance, ma anche rischi”. Attenti a non penalizzare il lavoro e i lavoratori. La svolta a sinistra, che ci si aspettava da tempo, “la situazione è meravigliosa e dobbiamo essere fieri” - arriva attraverso una mossa che demarca un territorio chiaro rispetto alla ‘promiscuità’ avuta sin qui con l’Unione di Angela Merkel. I socialdemocratici avevano difficoltà fino ad oggi ad attaccare le riforme di Schroeder, che hanno nel senso comune decretato il successo della Germania nei tempi difficili delle crisi. Ma si tratta di una mossa che, come scrive Spiegel on line, potrebbe “riconciliare l’SPD con se stesso”. E recuperare, forse, tanti delusi e il profilo originale. “Rispetto per il lavoro di una vita”, è lo slogan. Il programma di Schulz costerà molto caro, fanno notare subito oppositori e analisti, e non è affatto chiaro come vorrà finanziarlo. I tedeschi non amano sentir parlare di deficit e debito pubblico, neppure dei loro: il futuro li spaventa e risparmiare è invece un modo per costruire stabilità e sicurezza. Anche per questo è sempre piaciuta la sobria signora Merkel. Ora però la cancelliera è in difficoltà con gli elettori: domenica un secondo sondaggio, quello Insa, ha dato i socialdemocratici in vantaggio di un punto rispetto all’Unione (CDU- CSU). Era già accaduto 2 settimane fa. “Sono felice di rendere felice il mio partito”, ha commentato asciutto Schulz, l’uomo che tutto il Paese osserva, per capire quale sia il suo vero carisma.


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