Sciolta l’azienda sanitaria di Reggio
- Redazione
- 14 mar 2019
- Tempo di lettura: 2 min
’NDRANGHETA/LA SEDE CHIUSA PER INFILTRAZIONI MAFIOSE. LO HA ANNUNCIATO IL MINISTRO DELLA SALUTE GIULIA GRILLO
di Ezio De Domenico

REGGIO CALABRIA. La sanità della Calabria sempre più nella bufera. Dopo le numerose prese di posizione del Ministro Giulia Grillo, che ha annunciato un Decreto speciale urgente per la regione, arriva adesso lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, già commissariata nel settembre dello scorso anno dall'allora Commissario per il rientro dal deficit, Massimo Scura, provvedimento motivato, fu scritto all'epoca nel relativo Decreto, "dal perpetrarsi della grave situazione di cattiva gestione caratterizzata da un immobilismo amministrativo e gestionale che ha impedito la possibilità di mettere ordine nella situazione pregressa, addirittura aggravandola".
Ma un conto é l'"immobilismo amministrativo e gestionale", ben altro é l'accer-tamento di condizionamenti nella gestione dell'Azienda sanitaria da parte della 'ndrangheta. Lo scioglimento é stato disposto dal Consiglio dei Ministri sulla base della relazione della Commissione d'accesso antimafia nominata a suo tempo dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, su delega del ministro dell'Interno. La Commissione ha accertato "pesanti infiltrazioni mafiose" all'interno dell'ente, inviando una dettagliata relazione allo stesso Prefetto che l'ha poi trasmessa al ministro dell'Interno per le decisioni conseguenziali. Un'iniziativa che s'inserisce, peraltro, nel percorso di legalità perseguito dal Prefetto di Bari e nel cui contesto s'inquadra anche il risultato dei suoi sforzi in tal senso concretizzatosi proprio nei giorni scorsi: lo sgombero e lo smantellamento della baraccopoli per migranti di San Ferdinando, potenziale fattore di pericolo e di allarme. Il ministro Grillo ha preso spunto dallo scioglimento dell'Azienda sanitaria per sottolineare il fatto che "il Governo non fa un passo indietro e continua il suo impegno per cambiare radicalmente la sanità calabrese, a dispetto di chi si avvantaggia di questa situazione". Con l'aggiunta, sono sempre parole del ministro Grillo, che "il quadro in Calabria è veramente allarmante. Penso che il Decreto per la Calabria in questo momento sia una delle cose più urgenti che il Consiglio dei Ministri dovrà approvare. Con i miei commissari arrivo a valutare anche una situazione di disastro economico mostruoso. E dico questo perché tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria hanno chiuso i bilanci in negativo per decine di milioni di euro"". Giulia Grillo ha incontrato stasera il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha condiviso la necessità di un decreto per affrontare e superare l'emergenza della sanità calabrese evidenziata dallo stesso ministro della Salute. Il decreto, si apprende, sarà pronto nei prossimi giorni e con- terrà "misure forti" per il ripristino della legalità, fino alla rimozione completa delle figure apicali della sanità calabrese. Iniziativa che non lascia dubbi sulla gravità della situazione della sanità in Calabria e sulla consapevolezza anche da parte del Governo di provvedimenti concreti per sottrarre il settore ad ulteriori ruberie e gravi fenomeni d'illegalità. Tanto più che quello di ieri é il secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell'Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Un analogo provvedimento era già stato adottato nel 2008 ma, evidentemente, quel primo scioglimento non era bastato. "Tolleranza zero contro i clan da nord a sud", ha detto il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commentando lo scioglimento dell'Azienda sanitaria reggina. Adesso la gestione dell'Asp é stata affidata ad una Commissione composta dal prefetto Giovanni Meloni e dai dirigenti del Viminale Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano.
















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