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“Sconcerto per le tante vittime”



PEDOFILIA/MONSIGNOR GAENSWEIN PARLA DI “CATASTROFE” PER LA CHIESA

CITTA’ DEL VATICANO. Lo scandalo della pedofilia è “l’11 settembre” della Chiesa. Sono forti le parole di monsignor Georg Gaenswein, che dell’argomento può parlare come collaboratore di due Papi, prima segretario particolare di Benedetto XVI e poi prefetto della Casa Pontificia con Francesco. “Oggi è l’11 settembre”, data di una “sciagura apocalittica”, ed anche la Chiesa, “nel turbine di notizie delle ultime settimane” e “tanto più a seguito della pubblicazione del rapporto del gran giurì della Pennsylvania”, “guarda piena di sconcerto al proprio 11 settembre, anche se questa nostra catastrofe non è purtroppo associata a un’unica data quanto a tanti giorni e anni e a innumerevoli vittime”, ha scandito ‘don Georg’ intervenendo alla Camera alla presentazione del libro “L’Opzione Benedetto” del giornalista americano Rod Dreher. Le parole del segretario del Papa emerito trasmettono tutto il dolore e la preoccupazione che si vivono in Vaticano, da una parte per l’interminabile catena di nuove rivelazioni sugli abusi sessuali del clero e sulle coperture da parte di vescovi che negli ultimi mesi si sono succedute da vari Paesi: Cile e Stati Uniti tra tutti, con l’esplosivo ‘caso Barros’ dal Paese latino-americano, poi la vicenda di abusi gay dell’ex cardinale di Washington Mc-Carrick e le inchieste dei gran giurì che dopo la Pennsylvania si estendono ad altri Stati Usa, ora anche il Kentucky. Dall’altra, per i ‘dossier’ accusatori con cui l’opposizione a papa Francesco cavalca e al contempo alimenta il momento di crisi della Chiesa, vedi il “memoriale” dell’ex nunzio negli Stati Uniti mons. Carlo Maria Viganò. “In questi tempi sembra che il Grande Accusatore si sia sciolto e ce l’abbia con i vescovi”, ha detto oggi il Papa nella messa a Santa Marta. “E’ vero, ci sono, tutti siamo peccatori, noi vescovi. Cerca di svelare i peccati, che si vedano, per scandalizzare il popolo. Il Grande Accusatore che, come lui stesso dice a Dio nel primo capitolo del Libro di Giobbe, ‘gira per il mondo cercando come accusare’”, ha aggiunto invitando alla preghiera “per me e per tutti i vescovi del mondo”. Dal canto suo mons. Gaenswein ha rilevato che “nessuno (fino ad ora) ha attaccato la Chiesa di Cristo con aerei di linea pieni di passeggeri. La Basilica di San Pietro è in piedi e così anche le cattedrali in Francia, in Germania o in Italia che continuano a rappresentare l’em- blema di molte città del mondo occidentale, da Firenze a Chartres, passando per Colonia e Monaco di Baviera. E tuttavia, le notizie provenienti dall’America che ultimamente ci hanno informato di quante anime sono state ferite irrimediabilmente e mortalmente da sacerdoti della Chiesa cattolica, ci trasmettono un messaggio ancor più terribile di quanto avrebbe potuto essere la notizia dell’improvviso crollo di tutte le chiese della Pennsylvania, insieme alla Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione a Washington”. Ha anche rilevato che Benedetto XVI denunciò più volte nel suo pontificato la gravità del crimine della pedofilia, definendo gli abusi come un “attacco” alla stessa Chiesa dal suo interno. E ha ricordato gli interventi che Ratzinger fece da cardinale - “quanta sporcizia nella Chiesa!” - e le dure parole contro gli abusi pronunciate nel 2008 negli Stati Uniti, “parole rimaste inascoltate”.


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