“Se minacciati reagiremo”
- Redazione

- 27 nov 2017
- Tempo di lettura: 2 min

IRAN/TEHERAN AVVERTE L’UE, POTREBBE INNALZARE LA GITTATA DEI MISSILI
TEHERAN. L’Iran avverte l’Ue: se Teheran verrà minacciata, innalzerà la gittata dei propri missili oltre i 2.000 chilometri. “Fino a oggi riteniamo che l’Europa non rappresenti una minaccia e per questo non abbiamo sviluppato la portata dei missili”, ma se l’Ue divenisse un pericolo, la Repubblica islamica “non esiterebbe a farlo”, ha tuonato il numero due dei Pasdaran, il generale Hossein Salami. Il riferimento è chiaro: all’inizio del mese il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una visita a Dubai, si era detto “preoccupato dal programma missilistico” iraniano, dopo le accuse del- l’Arabia Saudita, rilanciate dagli Stati Uniti, di aver fornito ai ribelli Huthi in Yemen la tecnologia per colpire l’Arabia Saudita. Nello stesso periodo, i ribelli yemeniti, impegnati nel conflitto con la Coalizione a guida saudita, avevano lanciato un missile contro l’aeroporto internazionale di Riad. Macron aveva evocato anche possibili sanzioni a Teheran. La risposta non si era fatta attendere: il programma missilistico iraniano “è a scopo difensivo” e la Francia “è pienamente consapevole che non siamo disponibili a trattare sulla politica difensiva del Paese”, lo aveva liquidato il portavoce del ministero degli Affari esteri. Sullo sfondo il dietrofront del presidente Donald Trump sull’accordo nucleare con Teheran: “Abbiamo spiegato ai francesi, ripetutamente, che l’intea (nucleare, ndr) non è rinegoziabile e non consentiremo di inserire altri capitoli”, il programma missilistico appunto. L’Unione europea, che si è detta più volte preoccupata dai test balistici iraniani, ha sottolineato tuttavia che questo tema “non rientra nell’intesa sul nucleare” e il programma missilistico iraniano va affrontato “in altri modi”. “Se abbiamo mantenuto il raggio dei nostri vettori a 2.000 chilometri e non lo abbiamo elevato non è perché non abbiamo la tecnologia per farlo”, ha sottolineato Salami. Ma nel suo intervento trasmesso in tv, il numero due dei Pasdaran si è scagliato soprattutto contro l’Arabia Saudita, gli Emirati, gli Usa e Israele: le intelligence di questi Paesi “hanno creato l’Isis per destabilizzare il regime siriano”. “Abbiamo le prove”, ha continuato Salami, “delle forniture di armi americane nel 2013 e 2014”. Agli Huthi l’Iran “offre solo sostegno morale e politico, se con il blocco fossimo riusciti a portare i missili in Yemen sarebbe un fallimento saudita. In ogni caso, noi non abbiamo fornito missili”, ha concluso, aggiungendo solo che la guerra nel Paese è “il risultato della natura diabolica del regime saudita”.
















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