Segno di vicinanza e affetto
- Redazione

- 12 nov 2016
- Tempo di lettura: 3 min
GIUBILEO DELLA MISERICORDIA/IL PAPA INCONTRA SETTE EX PRETI E LE LORO FAMIGLIE

ROMA.Al termine dell’Anno giubilare lo sguardo di misericordia e di vicinanza del Papa si posa anche su giovani ex preti, che hanno lasciato il sacerdozio e hanno messo su famiglia. Ieri pomeriggio Francesco ha lasciato Casa Santa Marta per recarsi a Ponte di Nona, quartiere all’estrema periferia di Roma est. In un appartamento, il Papa ha incontrato sette famiglie, tutte formate da giovani che hanno lasciato, nel corso di questi ultimi anni, il sacerdozio. Il Papa ha inteso offrire un segno di vicinanza e affetto a giovani che hanno compiuto una scelta spesso non condivisa dai loro confratelli sacerdoti e dai familiari. Dopo anni dedicati al ministero sacerdotale svolto nelle parrocchie, è acca- duto che la solitudine, l’incomprensione, la stanchezza per il grande impegno di responsabilità pastorale hanno messo in crisi la scelta iniziale del sacerdozio. Sono quindi subentrati mesi e anni di incertezza e dubbi che hanno portato spesso a ritenere di aver compiuto la scelta sbagliata. Da qui, la decisione di lasciare il sacerdozio e formare una famiglia. Un capitolo, questo, che è ancora problematico nella vita della Chiesa, perché porta spesso a emarginare chi compie queste scelte. Papa Bergoglio, dunque, ha incontrato questi giovani: quattro sono della diocesi di Roma, dove sono stati parroci in diverse parrocchie della città; uno di Madrid e un altro dell’America Latina, che risiedono a Roma, mentre l’ultimo dalla Sicilia. L’ingresso del Papa nell’appartamento è stato segnato da grande entusiasmo: i bambini si sono raccolti intorno al Pontefice per abbracciarlo, mentre i genitori non hanno trattenuto la commozione. La visita del Santo Padre è stata fortemente apprezzata da tutti i presenti che hanno sentito non il giudizio del Papa sulla loro scelta, ma la sua vicinanza e l’affetto della suapresenza. Il tempo è passato veloce; il Pontefice ha ascoltato le loro storie e ha seguito con attenzione le considerazioni che venivano fatte circa gli sviluppi dei procedimenti giuridici dei singoli casi. “La sua parola paterna ha rassicurato tutti sulla sua amicizia e sulla certezza del suo interessamento personale”, dice la Sala stampa. In questo modo, ancora una volta, papa Francesco “ha inteso dare un segno di misericordia a chi vive una situazione di disagio spirituale e materiale, evidenziando l’esigenza che nessuno si senta privato dell’amore e della solidarietà dei Pastori”. La visita si è conclusa alle ore 17.20 circa; quindi il Pontefice ha fatto rientro in Vati- cano. La visita conclude i “Venerdì della Misericordia” già vissuti dal Papa nel corso del Giubileo: a gennaio ha visitato una casa di riposo per anziani e una per malati in stato vegetativo a Torre Spaccata; a febbraio, una comunità per tossicodipendenti a Castelgandolfo; a marzo (Giovedì Santo) il Centro di accoglienza per profughi (Cara) di Castelnuovo di Porto; ad aprile la visita dei profughi e migranti nell’Isola di Lesbo; a maggio la comunità del “Chicco” per persone con grave disabilità mentale a Ciampino; a giugno due comunità romane per sacerdoti anziani e sofferenti. A luglio, nel corso del viaggio in Polonia, il Papa ha compiuto il Venerdì della Misericordia con la preghiera silenziosa ad Auschwitz-Birkenau, la visita ai bambini malati all’ospedale pediatrico di Cracovia e la Via Crucis con i partecipanti alla Gmg, presenti i giovani iracheni, siriani e provenienti da altre zone di guerra e disagio. Ad agosto Francesco si è recato in una struttura romana della “Comunità Papa Giovanni XXIII” che accoglie donne liberate dalla schiavitù del racket della pro- stituzione, mentre a settembre ha visitato un Reparto di neonatologia e un Hospice per malati terminali a Roma. Infine, ad ottobre, si è recato al “Villaggio Sos”, una casa famiglia di Roma che accoglie bambini in condizioni di disagio
















Commenti